Lo dichiara il deputato reggiano del Partito democratico, Andrea Rossi: ” Ho chiesto ai ministri Giorgetti e Abodi chiarimenti sugli effetti che l’applicazione del nuovo decreto sulla fiscalità approvato a fine dicembre avrà sul mondo del calcio.
La misura in vigore fino a poche settimane fa intendeva favorire il rientro in Italia dei professionisti sportivi disponendo una detassazione della metà del loro compenso sportivo, a condizione che l’atleta avesse almeno 20 anni di età, che avesse trascorso i precedenti due anni all’estero e che godesse di un compenso sportivo superiore al milione di euro, conosciuto come Decreto crescita.
Ciò determinava una maggior attrattività delle società nei confronti di soggetti altrimenti non ingaggiabili, nonché la produzione di risorse da destinare ai settori giovanili, temi sui quali si è acceso un dibattito su posizioni diverse sia nel mondo sportivo che politico. Con l’entrata quindi in vigore del decreto attuativo della delega fiscale si è abolito questo regime introdotto nel 2020, stabilendo però contestualmente la detassazione Irpef del 50% per 5 anni, fino a
600.000 mila euro, dei redditi di coloro che trasferiscono la residenza in Italia.
Il nuovo decreto detta una disciplina generale che sembrerebbe applicabile anche ai professionisti sportivi, perché non è chiaro come debba intendersi per elevata qualificazione o specializzazione.
Per questo ho presentato un’interrogazione ai ministri dell’Economia e dello Sport per capire se il nuovo regime fiscale per i rimpatriati sia riferito anche ai professionisti sportivi e quale sia la corretta interpretazione del requisito della condizione di elevata qualificazione o specializzazione. Se questa possibilità fosse confermata, in questa nuova formulazione, si produrrebbe un vero danno al nostro movimento sportivo giovanile dei vivai”.






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