Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento comunale per l’istallazione e l’esercizio di impianti di telecomunicazione per la telefonia mobile. La votazione ha avuto l’esito seguente: 17 favorevoli (Pd, Reggio E’, Più Europa, Europa Verde); 6 contrari (Lega-Salvini premier, Fratelli d’Italia, Fratelli d’Italia); 3 astenuti (Coalizione civica, Movimento 5 Stelle).
L’assessora alle Politiche per la Sostenibilità, Carlotta Bonvicini, ha illustrato all’Aula il documento:
“Questa nuova versione del Regolamento per l’installazione delle Stazioni radio base arriva dopo una gestazione articolata e un importante confronto con le realtà che hanno animato il dibattito cittadino in tema di elettromagnetismo e localizzazioni delle infrastrutture.
“In particolare – ha spiegato l’assessora Bonvicini – è stata compiuta una revisione dell’ordine dei capitoli e una semplificazione di alcuni articoli, con l’intento di dare massima visibilità e priorità ai criteri utilizzati per individuare le localizzazioni.
“A questo si aggiunge un nuovo elemento di progettazione, che diverrà cruciale per l’esercizio delle facoltà dell’Ente comunale di indirizzare la scelta dei punti precisi: la richiesta ai Gestori del programma annuale delle localizzazioni, un piano che dovrà necessariamente essere costituito dalle aree di ricerca in cui si intende andare a installare nuovi impianti. Questo permetterà una corretta e più completa gestione dell’iter da parte dell’Ente, che avrà il tempo per avviare le attività di concertazione con il territorio nonché di pubblicizzazione delle diverse richieste.
Il programma dovrà essere depositato entro il 30 ottobre dell’anno precedente a quello in cui si intende presentare le richieste di autorizzazione, e sarà approvato con delibera di Giunta previa pubblicazione, raccolta di osservazioni da parte degli enti competenti (Arpae e Ausl), illustrazione nelle Consulte d’ambito e in Commissione consiliare e raccolta delle osservazioni da parte dei rappresentanti di Consulta e dei Commissari.
I Gestori avranno tuttavia la facoltà di presentare in corso d’anno singole richieste di installazione fuori dal programma qualora se ne ravvisi la necessità e l’urgenza (massimo una all’anno), ma la richiesta dovrà sempre prevedere prima il deposito dell’area di ricerca.
“In un’ottica di ottimizzazione delle localizzazioni, il piano incentiva il co-siting degli impianti (utilizzo dello stesso palo/infrastruttura da parte di più gestori) e per questo gli uffici avranno la facoltà di diniegare richieste che prevedano nuove installazioni nel raggio di 300 metri da quelle esistenti.
Il co-siting è in ogni caso sempre incentivato, soprattutto nel tessuto urbano a prevalente destinazione produttiva polifunzionale e artigianale-industriale, ma anche in area residenziale, a patto che vengano preservati anche il decoro e il mascheramento degli elementi radianti.
A questo proposito per quanto riguarda le indicazioni per un migliore inserimento possibile nel contesto urbano il Regolamento prevede:
‘Indipendentemente dalla tipologia di tessuto nel territorio urbanizzato, le installazioni dovranno essere presentate in localizzazioni secondo il seguente ordine preferenziale:
in co-siting;
su infrastrutture di sostegno esistenti;
sulle coperture di edifici privati direzionali e terziari;
in aree di proprietà pubblica, privilegiando localizzazioni nelle cui immediate vicinanze non vi sia una reiterata permanenza umana superiore alle quattro ore;
in zone per la viabilità e relative fasce di rispetto e in grandi spazi a verde sempre di pertinenza delle stesse;
in zone industriali e/o artigianali e/o per attrezzature tecnologiche, in aree adibite a parcheggio, ove può essere ammissibile anche la realizzazione dei vani tecnici fuori terra.
“Per rispondere a criteri tipologici ed estetici oltre che ambientali di qualità – ha aggiunto l’assessora Bonvicini – si deve far riferimento alle Linee guida del ministero dei Beni e delle Attività culturali “Paesaggio e impianti per le telecomunicazione – Suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesistica”, riportate in allegato.
Al fine di una migliore ambientazione:
gli elementi radianti devono essere schermati con manufatti di copertura, generalmente cilindrici, ma valutabili caso per caso a seconda degli ingombri e del contesto di inserimento degli elementi radianti;
la struttura di supporto e i manufatti esterni devono essere proposti in colorazioni adatte al luogo di installazione.
“Per quanto riguarda i canoni di affitto che il Comune percepirà, per quanto esigui, potranno essere utilizzati per realizzare opere di mitigazione nel quartiere o per effettuare monitoraggi periodici di verifica dell’impatto emissivo degli impianti stessi.
E’ previsto inoltre che si possano organizzare campagne di sensibilizzazione e formazione sul tema dell’elettromagnetismo, coinvolgendo Arpae presso le Consulte di quartiere e/o negli istituti scolastici.
“Come tutti sappiamo – ha sottolineato Bonvicini – il Regolamento comunale è uno strumento normativo che in ogni caso deve riferirsi alla normativa sovraordinata, nazionale e regionale, e siamo perfettamente consapevoli che ci potrebbero essere prescrizioni di questo Regolamento che potrebbero essere contestate dai Gestori, finanche impugnate. Desideriamo però con questo documento dare un segnale al Parlamento, perché non allontani ulteriormente il controllo della pianificazione di questi manufatti dalla realtà locale e li riporti in seno alla pianificazione urbanistica del territorio.
“Proveremo con questo strumento a dare un contributo alla discussione e tenere il punto rispetto all’ottimizzazione delle localizzazioni e al confronto con i quartieri e il territorio.
“Ci tengo oggi a ringraziare – ha concluso l’assessora Bonvicini – tutti i consiglieri comunali che hanno contribuito ad arricchire questo documento, di maggioranza ma anche di opposizione. Inizia ora una fase di lavoro importante”.






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