Se fosse andata come nei romanzi gialli, saremmo stati pizzicati dai gendarmi, perché l’“assassino”, si sa, torna sempre sul luogo del delitto. E noi siamo tornati. Ma i gendarmi non c’erano, ma c’erano ancora quei gradini alla fine del sagrato della chiesa di San Prospero, una barriera architettonica per tutto coloro che sono costretti a muoversi, ad esempio, in carrozzina.
Da una parte, lato via Prevostura, una rampa artigianale, risistemata alla bell’e meglio rispetto al mese scorso, consente l’accesso al sagrato ma al lato opposto, su via Franzoni, manca totalmente.
La rampa, è vero, è stata collocata per consentire l’accesso alla chiesa ma oggi, con il cantiere aperto, per chi è impossibilitato a muoversi autonomamente, la mancanza di una rampa per la discesa o la salita su via Franzoni costituisce un problema non da poco.
Nel marzo scorso iniziava il cantiere di piazza San Prospero







Ultimi commenti
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno
A fronte del pacchetto per abortire, il semplice buonsenso suggerisce di aborrire le su.esposte innovazioni mordi e fuggi in pausa pranzo. Incommentabili. Di questo
Ai bambini/bambine, piccoli esseri umani in erba, serve anche coltivare la parte spirituale che è quella che eleva al di sopra del mondo animale le […]
La nipote di Sandokan ha la singolare capacità di irritare ogni volta che (inutilmente) apre bocca. Il burdigone con difficoltà deambulatorie oggi non si è
No mi dispiace Reggio è pure Matildica e tutto lo fa ancora sentire... persino la famiglia materna di Loris Malaguzzi lo dimostra. Nobiltà di mente