Ci chiediamo se – a parte (mentre scriviamo) i lodevoli sindaco di Rubiera, Scandiano e Campagnola – qualche altro amministratore pubblico si sia messo nei panni non solo di Iren, come è giusto, ma anche in quelli, un po’ più stretti, dei loro cittadini.
Stiamo parlando della decisione della stessa Iren di anticipare di tre mesi il pagamento della tassa sui rifiuti.
“È solo un cambio di abitudini: ciò che viene pagato prima non sarà pagato dopo (sic!). L’importante è che le tariffe non siano aumentate”, dice e motiva Luca Vecchi, sindaco del Comune capoluogo, sottolineando anche che l’importo in questione, se messo in relazione al bilancio complessivo di Iren, “è del tutto insignificante”.
Se così è, allora, perché anticiparne il pagamento?
Perché non lasciare tranquille le abitudini delle famiglie?
Perché sciupare la meritevole scelta di mantenere stabili le tariffe, con una incomprensibile manovra di questa natura?
Scusateci, ma non capiamo: a poco più di un anno dalle elezioni amministrative Iren compie, a detta di uno dei suoi maggiori azionisti, un’operazione finanziariamente “insignificante” la quale, invece, provoca reazioni politiche che proprio così “insignificanti” non sembrano essere. Anzi.
Chissà se il nuovo corso del Pd, che “insignificante” a Reggio non desidera diventare, avrà un’opinione da esprimere al riguardo.
Non stiamo parlando “semplicemente” di soldi, ma di quella che una volta si chiamava sensibilità politica.
Già: chissà.






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