Sessanta concerti distribuiti in oltre venti comuni su tutto il territorio regionale dell’Emilia-Romagna, dal 3 marzo al 27 luglio.
E’ la nuova edizione, la 24/a, di Crossroads, il festival che ospiterà 450 musicisti, promosso da Jazz Network e Regione Emilia-Romagna.
Artisti ‘residenti’, impegnati in vari progetti, saranno Fabrizio Bosso, Flavio Boltro, Mauro Ottolini e Francesco Bearzatti. Bosso arriverà il 12 marzo a Casalgrande, dove esplorerà il repertorio di Stevie Wonder con il suo quartetto.
In duo con il pianista Julian Oliver Mazzariello, Bosso proporrà un altro omaggio a un artista trasversale come Pino Daniele il 16 giugno a Parma. Gli artisti residenti sono coinvolti anche in incontri al vertice del jazz, come quello tra Bosso e il trombonista Mauro Ottolini con il progetto Storyville Story ia Medicina (Bologna).
Ottolini sarà protagonista di altri concerti: l’omaggio a Mingus con i Quintorigo a Modena, un programma dedicato a Lester Bowie insieme al trombettista Enrico Rava a Russi (Ravenna), e con i Licaones, a Massa Lombarda (Ra). Bearzatti sarà con il suo quartetto l’8 aprile a Ferrara, al Torrione, poi il 14 aprile a Fusignano in duo con il fisarmonicista Carmine Ioanna. Il trombettista Boltro sarà protagonista di un progetto per quartetto jazz ed ensemble di ottoni il 18 maggio a Correggio.
Gli artisti residenti caratterizzeranno anche il festival Ravenna Jazz (4-13 maggio): Bearzatti con il trio Post Atomic Zep, omaggio al rock dei Led Zeppelin; Boltro, con la cantante Maria Pia De Vito, sarà al centro di una produzione originale dedicata a Nina Simone con un organico jazz-sinfonico, l’Italian Jazz Orchestra; Ottolini assieme al direttore Tommaso Vittorini, il beatboxer Alien Dee e il sassofonista Mauro Negri sarà protagonista di “Pazzi di Jazz”, una produzione originale dedicata a Charles Mingus che coinvolgerà una enorme compagine orchestrale e corale di giovanissimi musicisti (4 maggio, Teatro Alighieri). Il trittico di appuntamenti all’Alighieri sarà completato dal già menzionato concerto di Irene Grandi.






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Definire volgare la Zanicchi volgare ai nostri tempi non ci crede nessuno figuriamoci definire il suo modo di cantare vecchio e superato. La Zanicchi
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Bertoni sempre attento e molto preciso nelle sue rilevazioni, ma purtroppo inascoltato. Mi chiedo cosa bisognerebbe fare per migliorare questa città oramai alla frutta.
Gotham City
L'inazione delle forze dell'ordine e dei politicanti sm1dollati porterà ai giustizieri, a quel punto chi avrà il coraggio di incolparli? Si può pensare