90 anni di Ruini. Il vescovo Camisasca: ho trovato grande ispirazione nella sua lungimiranza

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Il testo del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca di saluto al porporato casrdinale Camillo Ruini in occasione del 90esimo compleanno.

“Eminenza Reverendissima e carissima,

la mia presenza, in questo giorno di festa per il suo novantesimo genetliaco, è innanzitutto un segno di gratitudine doveroso, di tutta la nostra Chiesa e mio personale, per il suo lungo, generoso e intelligente ministero sacerdotale ed episcopale.

La Chiesa reggiano-guastallese la ricorda soprattutto come educatore dei giovani e insegnante. Sono compiti che richiedono donazione del cuore e profondità della mente, che lei ha avuto da Dio come carismi speciali per il bene della Chiesa. Quando ci si dedica ai giovani nella scuola e nella formazione verso il sacerdozio, si seminano frutti futuri che lasciano poi il loro influsso benefico nella storia di una comunità diocesana.

La ricordiamo anche come vescovo ausiliare di mons. Gilberto Baroni, in un momento delicato della Chiesa, rivolta alla prima attuazione del Concilio Vaticano II.

Il mio incontro con lei risale alla preparazione del Convegno della Chiesa italiana che si sarebbe svolto a Loreto nel 1985. Ho potuto così godere della chiarezza della sua visione e della forza del suo insegnamento.

Vivendo a Roma, sono state molte le occasioni di incontro: prima quando lei ha svolto il compito di segretario generale della Conferenza Episcopale e poi nel lungo periodo della sua presidenza. Giovanni Paolo II e papa Benedetto sono stati il faro orientativo del suo ministero di vicario per la città di Roma e di presidente dei vescovi italiani.

Lasciate queste responsabilità, non è venuta meno in lei l’offerta del suo magistero attraverso interventi pubblici, sempre molto illuminanti e ispirati ad una profonda sapienza ecclesiale, e la pubblicazione di importanti libri su Dio e la vita oltre la morte che hanno ripreso alcune fondamentali aperture che avevano contrassegnato il progetto culturale per la Chiesa italiana da lei iniziato e custodito.

Come fondatore e superiore della Fraternità san Carlo, ho potuto avvalermi del suo consiglio e della sua accoglienza. Ho sempre trovato grande ispirazione nella lungimiranza e concretezza della sua visione della fede come generatrice di cultura, carità, missione e impegno politico e, nel mio piccolo, ho cercato di accompagnare il popolo che Dio mi ha affidato lungo queste strade alla scoperta della bellezza e della ragionevolezza della fede. Il mio ministero, assolutamente imprevisto, di questi 9 anni a Reggio Emilia ha potuto godere della sua amicizia.

In questa celebrazione eucaristica rendiamo grazie a Dio di averla scelta e donata alla Chiesa, e a lei per i tanti sì che ogni prete e vescovo è chiamato a pronunciare. Nella gioia dell’abbraccio del Signore”.

+ Massimo Camisasca



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