“I Miserabili” di Victor Hugo, nell’adattamento di Luca Doninelli, per la regia di Franco Però, con Franco Branciaroli nel ruolo di Jean Valjean e con un eccellente cast d’interpreti approda per tre sere al Teatro Municipale Valli venerdì 18, sabato 19 gennaio alle ore 20.30, domenica 20 gennaio, alle 15.30.

Portare “I Miserabili” su un palcoscenico è un’impresa sicuramente temeraria, e si trema davanti a «millecinquecento pagine – ha sottolineato Luca Doninelli, che ha accettato la sfida dell’adattamento – che appartengono non solo alla storia della letteratura, ma del genere umano, come l’Odissea, la Divina Commedia, il Don Chisciotte o Guerra e Pace».
L’idea nasce da Franco Però: «Un’importante induzione verso questa scelta – spiega – viene dal momento che stiamo vivendo nelle società occidentali, dove si assiste all’inesorabile ampliarsi della forbice fra i “molto ricchi” e i “molto poveri”, fra chi è inserito nella società e chi invece ne è ai margini”.
È però anche un’opera capace come rare di parlare al nostro tempo: «Non c’è stata una giornata delle prove – evidenzia il regista – in cui per sistemare una battuta, per cercare una parola non ci si sia imbattuti in concetti universali, pensieri che toccano il mondo di oggi, la nostra società, il pensiero francese di questi momenti”.
Importante e appassionato sarà in ciò l’apporto degli interpreti che daranno vita a questi immensi personaggi, a partire dal Jean Valjean di Franco Branciaroli. Un personaggio “monstre” che aveva bisogno di un attore altrettanto “monstre”. Un lavoro che l’attore definisce un percorso avventuroso quello sul romanzo di Hugo e sul “suo” Jean Valjean: «Uno strano santo – dice Franco Branciaroli del suo personaggio – una figura angelico-faustiana. Il ritratto di un’umanità che forse deve ancora venire».

La scenografia firmata da Domenico Franchi ha saputo coniugare una necessaria astrazione, alla concretezza della materia. È dominata da tre elementi che sembrano una rivisitazione degli antichi periaktoi (macchine sceniche), che si muoveranno sempre, offrendo la possibilità di continui mutamenti di scena e di sfondo. Lo spettatore potrà interpretarli in modo ogni volta diverso, concreto o metaforico, magari intuendovi anche le pagine di un libro che gli attori “sfoglieranno”, attraversando il grande romanzo di Hugo ed il suo mondo, basso e alto, tragico e mutevole. Invece, i costumi sono stati studiati da Andrea Viotti a partire da illustrazioni francesi d’epoca, base di una ricostruzione e reinvenzione dalla splendida forza evocativa. Lo spettacolo si avvale inoltre delle suggestive luci di Cesare Agoni e delle musiche di Antonio Di Pofi, che trascolorano da ispirazioni popolari a momenti di toccante intimità.






Ultimi commenti
È così, siamo in balia di 300 persone, poco meno o poco più che si fan forte della debolezza, per non dir oltre
Siamo profondamente d'accordo sulla tutela del bosco Ospizio.Non esiste assolutamente la necessita' di in supermercato in quella zona della citta',gia' molto servita da altri […]
Una sorta di setta neopagana di pseudo eco-ambientalisti convinti di rappresentare una avanguardia per la salvezza del mondo e del genere umano. Immagino che questa
Mario deve capire che questi signori saranno messi in condizione di tornare a fare il loro mestiere solo dopo che il ns rigidissimo e temibilissimo […]
Esatto!!!