Il libro sugli ultimi 20 anni di storia di Reggio

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E’ uscito il volume “Reggio Emilia 2000-2020. Economia, Politica, Cultura e Sport”, una panoramica su eventi e personaggi dei primi anni del nuovo secolo a Reggio, con vari testi e contributi (Lusuardi,Bellotti,Montecchi, Franzini, Del Bue, Cecilia Anceschi, Giampiero Lupatelli, Daniela Iotti).

Mentre Lorenzo Capitani ha curato diverse singole voci su alcuni aspetti culturali e politici e su alcuni profili (Massimo Zamboni, Maurizio Landini). Il volume risulta estremamente divulgativo e impreziosito da un bel materiale fotografico (ogni anno è scandito da una foto d’autore).

La nota di Giuliana Lusuardi (Vittoria Maselli Editore). Nonostante le difficoltà dovute alla grave emergenza sanitaria, siamo riusciti a completare un volume divulgativo, già in uscita in questi giorni, che racconta a grandissime linee, aspetti, eventi, personaggi che hanno caratterizzato i primi venti anni del Duemila nella nostra città e nel nostro territorio provinciale.

Dall’economia alla politica, dalla cultura alle dinamiche sociali, dalle brevi note di cronaca a essenziali profili biografici: con Reggio 2000-2020 ci piaceva rivolgere in particolare uno sguardo sulle prove che la nostra comunità ha dovuto affrontare, sui momenti critici e su quelli più convincenti, come sulle figure che si sono misurate con posizioni di grande responsabilità. Un’opera fatta di tantissimi contributi, provenienti dai più diversi ambienti come dai più diversi approcci disciplinari.

Nessuna pretesa di offrire un quadro esaustivo, ma solo molti spunti per il discorso pubblico sulla città e sulla nostra terra, specie ora che la pandemia ha messo tutti, amministratori, politici, operatori economici e culturali, esponenti delle forze sociali e associative, di fronte ad enormi e complesse responsabilità. Cadenzato anno per anno, con l’apporto introduttivo di bellissime fotografie d’autore, il nostro racconto vuole anche rappresentare, nella sua pluralità di prospettive, un piccolo contributo e un piccolo augurio per le difficili giornate che ci attendono.

Nota editoriale. Mentre stavamo completando le ultime parti di questo nostro lavoro, la pandemia. Nelle difficili e drammatiche giornate di una primavera paradossalmente luminosa come non mai, cresceva in tutti la consapevolezza che tanti paradigmi del nostro mondo dovranno essere ripensati in profondità.
Ci siamo interrogati anche sulla opportunità di continuare. Infine abbiamo comunque voluto portare a termine il lavoro di un anno, come gesto di speranza e di fiducia sulle inesauribili energie della nostra terra.

Del resto, quasi all’inizio di questo ventennio le coscienze del mondo furono scosse da altre immagini impensabili, a cui nessuno poteva credere sul momento.
Impossibile dimenticare il pomeriggio dell’undici settembre e i giorni che seguirono. Le pietre fumanti e gli uomini atterriti, nel cuore del mondo più avanzato.
Anche nella nostra città, come in molti comuni della provincia si inseguirono incontri, dibattiti, manifestazioni. In ogni occasione lo sconcerto e un’amara consapevolezza: le speranze del 1989 si stavano esaurendo, come pure “le magnifiche sorti e progressive” di una globalizzazione troppo frettolosamente celebrata.
Il mondo si faceva non solo più complesso ma anche più difficilmente comprensibile e governabile.

Nella nostra stessa realtà provinciale segnali contraddittori: l’apertura della nuova Università, a coronamento di una complessa fase di preparazione per opera di un generosa azione pubblica e privata, la vera esplosione dei dati demografici, segnati da processi di integrazione con le numerose comunità straniere, ma anche la crisi della BiPop; la convenzione per il nuovo stadio, ma anche le difficoltà della Reggiana, per stare ad un esempio sportivo.

In ogni caso gli elementi di dinamismo continuano a prevalere. Tuttavia, più in profondità si profilano nuove problematiche, oltre le classifiche, che fanno di Reggio, nel 2002, la seconda città, in una graduatoria nazionale sulla qualità della vita; anche nuove ombre e nuove complessità (si pensi alla inedita insidia della criminalità organizzata nel nostro tessuto produttivo, colpita dallo storico processo Aemilia).
Nel cuore di questo ventennio, la crisi economica internazionale: prima il sistema finanziario travolto dalla speculazione poi quello produttivo.
Reggio non rimane indenne, ma trova in sé molte risorse per reagire e rimanere sufficientemente solida e coesa.

Ora una nuova prova, forse la più difficile.

Ma dallo sguardo che proponiamo nel presente volume non pochi sono i motivi di fiducia.
Di cosa si tratta? Di un racconto a grandi linee volutamente non accademico o specialistico, attraverso il contributo dei tanti che hanno accolto il nostro invito: una serie di analisi, informazioni, riflessioni, su quanto di più significativo è accaduto nel territorio reggiano dal 2000 al 2020.
Quali le principali tendenze nella economia e nella politica, quali le emergenze sociali e culturali, quali le figure da ricordare, quali infine le immagini da conservare?
Ne è uscito un quadro assi vivace e variegato, che abbiamo voluto organizzare attraverso una cadenza cronologica, anno per anno. All’inizio di ogni anno, una immagine fotografica d’autore arricchisce la composizione di un mosaico forzatamente incompleto, senza troppo spazio alla cronaca, ma speriamo sufficiente a soddisfare molteplici interessi.

Si pensi soltanto all’avvento della crisi anche nel nostro territorio, con una intera economia che ha rischiato un serissimo ridimensionamento, ma che ha saputo trovare la forza di reagire, sulla base di vere e proprie eccellenze produttive, come nel settore della meccatronica. Si pensi ancora al campo della formazione, dove nonostante difficoltà e arretramenti, la nostra città è in grado di presentarsi con le carte più che in regola, non solo sullo 0-6, nell’anno del Centenario di Loris Malaguzzi, ma sul settore secondario (con licei e tecnici nei gradini più alti delle classifiche nazionali di qualità) e universitario, sempre più in crescita, anche nei dati quantitativi. Si pensi al settore sanitario: nel periodo di celebrazione del 50^ del Santa Maria, anche l’avvio del nuovo ospedale di cura e di ricerca, il Core.
Del tutto improponibile naturalmente una sintesi critica. Ci accontentiamo di presentare un insieme di articolate valutazioni e considerazioni, provenienti dai mondi più diversi, che speriamo possano contribuire ad alimentare un dibattito pubblico, in modo utile e costruttivo, quanto mai urgente e necessario ora che molti propositi e progetti dovranno essere ripensati.

Uno sguardo aperto alla nostra terra, di cui condividiamo incertezze e possibilità, ma che soprattutto amiamo profondamente, ancora di più in queste ore così difficili.



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