Terza dose del vaccino, l’Emilia è pronta a partire dal 20 settembre

fiale quattro vaccini

La Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato il via libera alla somministrazione di una terza dose del vaccino contro il nuovo coronavirus ad alcune categorie, con priorità in primis per le persone immunodepresse, alle quali questa terza dose sarà inoculata già a partire dall’ultimo scorcio di 2021.

L’Emilia-Romagna, dal canto suo, ha comunicato al commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che è pronta a partire con la somministrazione delle terze dosi già dalla settimana compresa tra il 20 e il 25 settembre. A breve arriverà alle aziende sanitarie emiliano-romagnole una circolare esplicativa da parte dell’assessorato regionale alle politiche per la salute.

Nel frattempo un’altra circolare, emessa in questo caso dal Ministero della salute, ha fornito ulteriori chiarimenti su come occorra comportarsi rispetto alla seconda dose nel caso in cui una persona contragga l’infezione da virus Sars-CoV-2 dopo che le è stata somministrata la prima dose.

In base alle indicazioni ministeriali, in caso di contagio confermato entro il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino (fa fede la data del primo test molecolare con risultato positivo) il completamento del ciclo vaccinale proseguirà con una seconda dose che andrà somministrata alla persona contagiata entro 180 giorni dall’infezione documentata (anche in questo caso fa fede la data del primo test molecolare con risultato positivo). Trascorso quest’arco di tempo, il ciclo vaccinale potrà essere comunque completato – il prima possibile – con la sola seconda dose.

Nel caso invece in cui il contagio sia confermato (sempre considerando la data del primo test molecolare con risultato positivo) oltre il quattordicesimo giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino, il ciclo vaccinale sarà ritenuto a quel punto completato: ai fini della protezione, infatti, l’infezione stessa è considerata equivalente alla somministrazione di un’eventuale seconda dose di vaccino. L’eventuale somministrazione della seconda dose di vaccino, in ogni caso, non è controindicata; lo stesso vale anche per le persone contagiate e poi guarite prima di essere vaccintate, che abbiano ricevuto una sola dose di vaccino dopo l’infezione da virus Sars-CoV-2.

Nella circolare ministeriale, infine, è stato ribadito che l’esecuzione di test sierologici mirati a individuare la risposta anticorpale di una determinata persona nei confronti del virus non è da considerarsi indicata ai fini del processo decisionale sull’eventuale vaccinazione.

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