Siccità. Italia viva Reggio: basta con l’ideologia, si costruisca la diga di Vetto

torrente Enza lavori 2022 Ciano Cerezzola

“L’acqua degli invasi montani è vita, è energia, è laminazione delle piene per i corsi d’acqua a regime torrentizio. Il sole è la garante pubblica che porta l’acqua in quota pronta per irrigare, dissetare e produrre energia sempre rinnovabile. Sta a noi raccoglierla e invasarla allo scopo di averla sempre disponibile per gli usi agricoli e civili”

Milano marzo 1950, Ing. Marcello

Riprendiamo un passaggio del pensiero del Prof. Marcello, sempre attuale, che riassume tutta la forza e la convenienza della realizzazione degli invasi montani.

La tropicalizzazione del clima è un fenomeno in corso da anni, non è recente

La pianura padana è assetata.

Il Po invaso dall’acqua di mare, non avendo una portata adeguata a respingerla.

Il rischio che si arrivi a non avere più acqua per tutti e si debba iniziare a “scegliere una distribuzione”, è purtroppo reale e a partire dal 27 giugno sarà in vigore un’ordinanza su tutta la nostra provincia che limita fortemente l’utilizzo dell’acqua.

Continuiamo a rispolverare risposte ideologiche?

No e non accettiamo neanche chi, in questo periodo, riempie pagine di quotidiani nel dire che l’ipotesi di un invaso per gestire le acque dell’Enza è tornata prepotentemente in primo piano a seguito della grave siccità e crisi idrica che colpisce il nostro territorio perché la richiesta di un grande invaso non è recente, anzi.

Facile, più o meno, e abbastanza pro domo sua parlare ora di necessità e priorità di realizzare infrastrutture territoriali per aumentare sensibilmente la capacità di stoccaggio delle acque.

Negativo continuare a parlare di un invaso da 27 milioni, assolutamente insufficiente al fabbisogno civile, idroelettrico e irriguo, oltre al fatto che non possiamo permetterci di aspettare altri 10 anni (come minimo) per la realizzazione fra studi di fattibilità, progettazioni, e burocrazia varia.

Gli invasi per la raccolta e la distribuzione razionale dell’acqua vanno creati e vanno creati subito, con dimensioni tali da non essere superati dai fatti prima di essere completati.

Chiediamo la realizzazione di un invaso a Vetto da 100 milioni e chiediamo ora, un’assunzione di responsabilità che vada oltre le decisioni sbagliate del passato.

Il “Progetto Marcello” è la risposta alla drammatica siccità che stiamo vivendo.

Non esistevano controindicazioni tecniche plausibili e ragionevoli tali da giustificare la sospensione dei lavori nel 1993, non esistono neanche oggi.

Agli amministratori locali e alla Regione chiediamo di aggiornare e adeguare il progetto Marcello, a suo tempo finanziato, approvato e poi fermato, e non perdere altro tempo.

Non ne abbiamo più”.



C'è 1 Commento

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  1. LORENZO

    E’ ora di abbandonare la contrapposizione tra ideologie, ma USARE IL BUON SENSO ,la lontra ,la trota,il girino che cavolo c’entrano,solo gli STOLTI e chi non ama l’ECOLOGIA come i NO’ DIGA , che si appellano a questi dettagli ,sostenuti per altro ,da entità minoritarie di popolazione ai quali una politica di un governo forte e pragmatico dovrebbe non tener conto e PROCEDERE SPEDITAMENTE SENZA ULTERIORI INDUGI ALLA MESSA IN CANTIERE DELL’OPERA, OPERA CHE PORTERA’ ,LAVORO, TURISMO ,ENERGIA E ACQUA X TUTTA LA COMUNITA’ REGGIANA E PARMENSE. VIVA LA DIGA.


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