È stata condannata a 24 anni e tre mesi di reclusione Chiara Petrolini, la ragazza di 22 anni finita a processo con l’accusa di duplice omicidio aggravato (dalla premeditazione e dalla discendenza) e soppressione di cadaveri dopo il ritrovamento dei resti di due neonati sepolti nel giardino della casa dei genitori a Vignale di Traversetolo, in provincia di Parma: si trattava di Domenico Matteo e Angelo Federico, i figli dalla giovane, morti subito dopo essere venuti alla luce al termine di due diverse gravidanze, nel maggio del 2023 e nell’agosto del 2024 – gravidanze di cui nessuno, oltre a lei, si sarebbe accorto.
La sentenza di primo grado è arrivata dopo poco più di tre ore di camera di consiglio dalla Corte di assise di Parma, presieduta dal giudice Alessandro Conti. Per l’imputata, la Procura di Parma aveva chiesto una condanna a 26 anni di carcere.
La ventiduenne, che si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico proprio nella casa dei genitori, è stata assolta dall’accusa dell’omicidio del primogenito, ma è stata riconosciuta colpevole per gli altri reati contestati.






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