Stefano Meneghetti, artista visivo e sperimentatore, si muove fuori dai perimetri tradizionali della musica: il suono, nel suo lavoro, è solo una delle forme possibili. Non è un fine, ma una materia viva da attraversare, da modellare, da mettere in relazione con immagini, spazi, silenzi e intuizioni.
Parafrasando, Meneghetti usa il suono come uno dei tanti strumenti per dare forma a una visione più ampia, dove immagine, spazio e pensiero si tengono insieme.
In occasione dell’81° compleanno di Franco Battiato, Meneghetti torna a far vivere “Fu un lampo magnifico!”, un progetto pubblicato nel 2023 e ristampato oggi in tiratura limitata.

Ma più che un omaggio, è un atto di riconoscenza: un viaggio sonoro che prende forma da un incontro reale, quello con Battiato, trasformato in una svolta artistica e umana.
Due tracce lunghe, immersive, quasi radiofoniche nel senso più nobile del termine: voci, pensiero, silenzio e paesaggi acustici che si intrecciano tra suggestioni colte e ricerca sperimentale. Dentro ci sono Jodorowsky, Panikkar, l’eco di certa avanguardia europea e una rete di collaborazioni internazionali che sposta il progetto fuori da qualsiasi confine facile.
Meneghetti è passato dal rumore della città al silenzio delle montagne bellunesi, e in mezzo ha costruito un linguaggio personale, radicale, necessario, ma mai fine a sé stesso. Dove anche il silenzio ha un’intenzione e non cerca compiacimento.
È questo che ci interessa: capire cosa succede quando la musica smette di voler piacere e ricomincia a voler dire.
In questa puntata si parla di visione, di ascolto e di eredità. Ma soprattutto di cosa resta, quando un incontro – se è davvero tale – ti cambia il modo di stare al mondo.







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