Il consiglio comunale di Reggio Emilia, nella seduta di lunedì 20 aprile, ha approvato con 24 voti favorevoli (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa verde-Possibile, Coalizione civica, lista civica Per Reggio Emilia) e cinque contrari (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega) il riconoscimento di un debito fuori bilancio – e la conseguente variazione di bilancio – di 61.687,89 euro, a seguito di una sentenza esecutiva (la n.559/2025) del Tar di Parma.
Il riconoscimento del debito, un atto dovuto per legge, segue la sentenza del tribunale amministrativo regionale, che ha visto il Comune di Reggio Emilia soccombente nel ricorso intentato dai proprietari di un fabbricato in via Cafiero per una sanzione elevata per una difformità urbanistica, risultata poi superata in seguito alle novità legislative intercorse durante il procedimento.
Nel 2017 per l’immobile in questione era stata presentata un’istanza in sanatoria per modifiche interne: lo stabile, legittimato con licenza della metà degli anni Sessanta, risultava classificato come fabbricato “industriale” dagli strumenti urbanistici dell’epoca, e quindi con la possibilità di insediare al suo interno un’autocarrozzeria, come appunto quella presente oggi.
Per lo strumento urbanistico in vigore al momento della presentazione dell’istanza, l’attività di autocarrozzeria era invece classificata come “artigianato di servizio”, quindi non appartenente alla categoria funzionale “produttiva” ma “direzionale”. L’amministrazione comunale aveva pertanto contestato il cambio d’uso con aumento di carico urbanistico per passaggio da una categoria funzionale a un’altra in applicazione dell’articolo 28 della legge regionale 15/2013; successivamente, aveva erogato una sanzione complessiva di 62.965,24 euro.
A quel punto, i proprietari del fabbricato avevano presentato un primo ricorso al Tar, parzialmente accolto nel 2021, in cui si contestava sia la classificazione dell’intervento che il calcolo della sanzione: in base al ricorso, il Comune aveva dovuto ricalcolare l’importo della sanzione in 55.458,67 euro.
Nel 2022 gli stessi proprietari avevano presentato un secondo ricorso al Tar, facendo presenti le novità intercorse in ambito urbanistico in seguito all’entrata in vigore della Dal (delibera dell’assemblea legislativa) n.186/2018 in materia di disciplina del contributo di costruzione, che aggiornava di fatto la categoria funzionale produttiva, non comportando alcun aumento di carico urbanistico.
Da qui la sentenza esecutiva del Tar di Parma, che nel 2025 ha imposto al Comune di Reggio di restituire ai proprietari del fabbricato quanto era stato versato come pagamento della sanzione, in quanto la normativa riconduce l’attività di autocarrozzeria nella categoria funzionale “produttiva” – e quindi corrispondente a quella della concessione originaria degli anni Sessanta.






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