Come è emerso dalla relazione stilata dai tecnici del Comune dopo un sopralluogo effettuato lo scorso 20 gennaio, il fabbricato di via Fratelli Manfredi 14 che da oltre 23 anni a Reggio Emilia ospita il Laboratorio AQ16 “necessita di un intervento radicale di rifacimento e messa a norma dell’intera dotazione impiantistica per garantire l’incolumità degli utilizzatori e la ripresa delle attività in piena sicurezza”; in attesa dei lavori, il cui costo è stato stimato preliminarmente in circa 180.000 euro, il centro sociale reggiano ha organizzato per il 15, 16 e 17 maggio il Sarà Fest – Festival transfemminista di memoria viva, cura e ribellione.
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Non potendo utilizzare il capannone, per i suddetti motivi di sicurezza, la festa sarà allestita prevalentemente nel cortile: in programma incontri, banchetti, un aperitivo, una cena, dj set, un concerto di musica hip-hop, il tutto confidando nella clemenza del meteo.
L’iniziativa è stata ideata per commemorare Sara Marzolino, giovane attivista di 22 anni morta in un tragico incidente stradale a Genova un anno fa, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2025; sempre a lei è dedicato il murale in preparazione in questi giorni sulla facciata dello stabile, i cui lavori di realizzazione sono finiti di recente nel mirino di Fratelli d’Italia.
“Saremo al Lab Aq16, a casa di Sara, spazio attraversato ancora oggi da tutte le idee, le lotte e gli immaginari che è sempre riuscita a costruire, e che ci ha trasmesso attraverso la cura delle sue parole e la forza delle sue azioni”, spiega il centro sociale presentando la giornata di festa: “Abbiamo raccolto il vento che Sara ha sempre portato con sé, e l’abbiamo reso nostro, continuando a dargli vita ogni giorno portando avanti le sue lotte, sia dentro che fuori lo spazio di Aq16, sia individualmente che collettivamente”.
“Aq16, che proprio ora è sotto attacco dalla destra più becera, è punto nevralgico non solo per tutto ciò che Sara è stata e continua a essere, ma anche per la città intera. Per questo motivo abbiamo deciso di concludere la giornata di sabato 16, una giornata giovane, queer e ribelle, nello spazio che per Sara, e per tutte noi, è sempre stato casa, e sempre lo sarà. Un concerto per ballare e cantare insieme, in un atto di resistenza contro quella destra che odia così tanto i giovani, la loro gioia e la loro rabbia”.
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