Reggio. Lavori in corso ad AQ16, la destra insorge: “Sgombero subito per evitare tragedie”

lavori AQ16 Reggio murale Sara ponteggio – FDI

Prima la mancanza di titoli per l’uso degli spazi, poi l’eventualità di un percorso di regolarizzazione, quindi i costi per la messa a norma dell’edificio. Ora, nel lungo strascico di polemiche tra la destra reggiana e il Laboratorio AQ16, c’è un ennesimo terreno di scontro: i lavori in corso sulla facciata del capannone di via Fratelli Manfredi 14 che da oltre 23 anni ospita il centro sociale reggiano.

L’obiettivo è stato dichiarato dagli stessi attivisti di AQ16: realizzare un murale per Sara Marzolino, giovane attivista di 22 anni morta in un tragico incidente stradale a Genova un anno fa, nella notte tra il 10 e l’11 maggio 2025. Un murale, spiega AQ16, “per tatuare su quelle mura, che sono pelle collettiva della parte giovane e ribelle di questa città, il suo ricordo, già indelebile per chi ha avuto il privilegio di camminarle a fianco. È un atto politico, non tecnico e non permetteremo a nessuno di impedirci di portarlo a termine”.

Non sono della stessa idea il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Cristian Paglialonga e il consigliere Lorenzo Melioli: “La priorità è una sola: sgombero immediato. Tutto il resto è fumo negli occhi. Quello che sta accadendo ad AQ16 dimostra che a Reggio, quando in ballo c’è la sicurezza dei giovani, l’amministrazione gioca affidandosi alla dea bendata. Una roulette russa, dove si spera semplicemente che non succeda nulla”.

“Non un episodio isolato”, secondo Paglialonga, “ma l’ennesimo fatto che certifica in modo inequivocabile un modello: le regole non esistono, i controlli non si vedono e chi dovrebbe farli preferisce voltarsi dall’altra parte. Le immagini parlano da sole e sono inquietanti: due giovani ragazze su un ponteggio mobile, in quota, impegnate nei lavori senza alcuna evidente misura di sicurezza adeguata. Nessuna protezione, nessuna garanzia. Basta un attimo, un imprevisto, e si passa dal ‘tanto non succede nulla’ alla tragedia. Questo non è attivismo, è mettere a rischio la vita delle persone”.

“L’inerzia del Comune”, prosegue il capogruppo di FdI in Sala del Tricolore, “ha prodotto un effetto devastante: ha legittimato un clima in cui tutto è consentito. È evidente che chi occupa quei locali si sente al di sopra di qualsiasi regola e, purtroppo, non a torto, perché l’amministrazione ha fatto una scelta precisa: tollerare e coprire. E lo fa mentre tratta con questi soggetti per arrivare a una concessione. Il messaggio è chiaro: prima si vìola tutto per anni, poi si viene premiati. Tanto i controlli non arrivano”.

Per Fratelli d’Italia la conclusione del ragionamento è netta: “Chi non rispetta le regole non si regolarizza: si sgombera. Punto. Quello che sta accadendo è surreale. Le possibilità sono due, ed entrambe gravissime: o questa amministrazione ha deciso di favorire consapevolmente l’illegalità, chiudendo gli occhi davanti a violazioni evidenti, oppure siamo di fronte a qualcosa di ancora più inquietante, una situazione che somiglia a un vero e proprio ricatto, che impedisce di intervenire. In entrambi i casi siamo davanti a un fallimento totale. E a chi dovrebbe controllare diciamo una cosa semplice: quei ragazzi potrebbero essere vostri figli. Non imporre il rispetto delle norme significa esserne complici. Se dovesse accadere qualcosa, non si potrà parlare di fatalità: le responsabilità avranno nomi e cognomi”.



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