Reggio, 180.000 euro per mettere a norma la sede di AQ16. Aragona: “Purtroppo pagheranno i reggiani”

Laboratorio resistente AQ16 Reggio Emilia lato – FM

Si aggirerebbe attorno ai 180.000 euro la cifra necessaria per mettere a norma il capannone di via Fratelli Manfredi 14 che da oltre 23 anni a Reggio Emilia ospita il centro sociale Laboratorio AQ16: un onere che ricadrebbe direttamente sul bilancio del Comune, ente proprietario dell’edificio in questione, anche perché – come si è scoperto alcune settimane fa in consiglio comunale grazie a un’interrogazione di Fratelli d’Italia – non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi dello stabile situato nella zona dell’ex Foro Boario.

Per AQ16 si prospetta un probabile futuro da Aps (associazione di promozione sociale), ma prima di regolarizzare la posizione “formale” del centro sociale sarà imprescindibile riportare l’immobile alle condizioni minime di sicurezza.

Sì, perché come è emerso dalla relazione stilata dai tecnici del Comune dopo un sopralluogo effettuato il 20 gennaio scorso nell’area, il fabbricato “necessita di un intervento radicale di rifacimento e messa a norma dell’intera dotazione impiantistica per garantire l’incolumità degli utilizzatori e la ripresa delle attività in piena sicurezza”; nel documento comunale si evidenzia inoltre “una carenza documentale e tecnica che impedisce di certificare la piena conformità dei locali ai requisiti di sicurezza richiesti per le attività di pubblico spettacolo o intrattenimento attualmente svolte”.

Un “intervento radicale” che, secondo le stime più ottimistiche, costerebbe appunto poco meno di duecentomila euro. “Purtroppo finirà come ci aspettavamo: saranno lavoratori, famiglie e imprese reggiane a pagare 23 anni di feste e concerti abusivi di un manipolo di figli di papà che vivono alle spalle dei contribuenti”, preconizza il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona.

“Saranno i cittadini reggiani, con le loro tasse, a pagare i 180.000 euro che servono per mettere a norma il capannone dove le attività del centro sociale, nel frattempo, continuano come se nulla fosse. Cifra, peraltro, che non solo sicuramente non sarà sufficiente, ma che sarebbe stata sicuramente inferiore se non si fossero permessi decenni di abusivismo. Un vero affronto a chi giornalmente si confronta con normative, regolamenti, adempimenti e tasse locali, le quali peraltro sono tra le più alte di tutta la Regione”.

Per Aragona “mentre i commercianti quotidianamente si sforzano di colmare le lacune e la mancanza di programmazione di una giunta che fa tanti selfie ma mette zero soldi su eventi e valorizzazione del centro storico, c’è chi in questa città continua a fare quello che gli pare perché tanto arriveranno gli amici del partito a pagare la loro atavica nullafacenza. Se il Comune sborserà quei soldi per mettere in sicurezza il fabbricato di via Fratelli Manfredi, il centro sociale AQ16 se ne deve andare. I reggiani non sono disposti a pagare per loro”.



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