Dice Cinzia Rubertelli, capogruppo consiliare di Alleanza civica in Sala del Tricolore a Reggio Emilia: “La città ha diritto di sapere. Ora più che mai. Chi di dovere faccia chiarezza, subito, sulla posizione giudiziaria del sindaco Luca Vecchi. Il primo cittadino è indagato nell’inchiesta sugli appalti del Comune? Se la risposta è affermativa, per quale reato? Perché finora nulla si è saputo della posizione di Vecchi? Perché il suo nome non è mai comparso fra quelli degli indagati nell’inchiesta sui bandi?
Lo ripetiamo: è lesivo del diritto democratico dei cittadini reggiani, che alcune notizie siano state censurate fino al dopo elezioni. Ed è sconcertante apprendere solo ora – attraverso l’intervento del pm Antonino Di Matteo di fronte al plenum del Csm – che il sindaco sarebbe il principale indagato nell’inchiesta sui bandi.
Il livello di crisi istituzionale raggiunto nella nostra città con la rimozione del Procuratore Capo appare molto grave.
Certo che politicamente il vantaggio tratto dal partito di maggioranza relativa in merito anche alle dinamiche sulle altre inchieste riguardanti direttamente il Comune di Reggio, in sede elettorale non è misurabile, ma sicuramente vi è stato.
Già solo per questo, chi ne ha tratto vantaggio, dovrebbe interrogarsi sulla necessità di ridare la parola agli elettori.
L’aspetto politico più rilevante per la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese reggiane è anche un’altro. L’assenza di trasparenza e la spada di Damocle di un’inchiesta pendente su molti livelli dell’istituzione municipale ha determinato la semiparalisi dell’attività, il che non può essere certamente imputata solo alla pandemia.
E non parliamo solo dell’attività ordinaria e di programmazione nella gestione della città. Reggio infatti, grazie alla stazione mediopadana, è un centro di primario e potenziale interesse per chi cerca opportunità d’investimento ed insediamento industriale. Gli attuali tempi che gli uffici e la politica seguono sono però inadeguati a dare quelle risposte certe e rapide che richiede l’economia.
Se non si cambia subito registro e, a questo punto i timonieri, il rischio è di perdere il treno e fare perdere alla città l’opportunità di una ripartenza e di un grande salto di qualità nell’area centropadana.






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