Reggio. Riqualificazione di viale Umberto, ricostruiti i passaggi del progetto in Consiglio comunale

Viale Umberto I – render spartitraffico

Come più volte ribadito, il progetto è approvato ai diversi livelli e saranno possibili solo modifiche in corso d’opera, non nuovi progetti o stralci, per altro non previsti neppure dalla mozione popolare. La nuova perizia sui 75 alberi, “oltre a dare una puntuale risposta ai punti della mozione e a quanto da noi assunto come impegno, ci permette di portare avanti un piano di monitoraggio che segue da tempo lo stesso patrimonio e che proseguirà per i prossimi anni: un monitoraggio che ci restituisce ed evidenzia uno stato di precarietà diffusa, che non dipende dai previsti lavori di ristrutturazione ma riguarda lo stato generale di tutte le alberature, come d’altronde dimostrato dalle innumerevoli fallanze che già segnano i filari del viale. L’agronomo sta già lavorando con il direttore dei lavori e seguirà passo passo il cantiere nelle sue diverse fasi”

L’assessora alle Politiche per la Sostenibilità Carlotta Bonvicini ha ricostruito i passaggi progettuali della riqualificazione di viale Umberto I e fatto il punto sull’avvio dei lavori e sulla perizia agronomica in corso, rispondendo oggi a un’interpellanza del consigliere di M5S Fabrizio Aguzzoli.

“Vorrei contestualizzare i punti da lei citati – ha detto l’assessora Bonvicini rivolgendosi al consigliere – all’interno della situazione pandemica che, assieme agli impegni presi con la mozione popolare, è il motivo per cui i lavori sono stati posticipati rispetto ai tempi inizialmente previsti dal cronoprogramma. E ne approfitto per dare a mia volta un aggiornamento rispetto a come questi impegni sono stati portati avanti.

Ci tengo però a partire con una precisazione e una considerazione legata ai contenuti stessi della mozione approvata in aprile. Come ho avuto modo di ricordare di recente anche alla stampa, a seguito delle ripetute sollecitazioni ricevute dal gruppo di cittadini, dal Movimento 5 stelle e dall’architetto Thomas Coccolini Haertl, chiunque può visionare il video del Consiglio comunale del 27 aprile 2020, in cui è stata discussa la mozione di iniziativa popolare sugli alberi di viale Umberto I.

Al minuto 2:33:44 nella mia replica contestualizzo l’intervento sul verde; al minuto 2:35:43 dichiaro:

‘Il progetto (approvato dalla giunta del precedente mandato) ha ottenuto parere favorevole dalla Commissione per la qualità architettonica e del paesaggio del Comune di Reggio Emilia e l’autorizzazione della Soprintendenza – ha ribadito Bonvicini – Questo ci tengo a sottolinearlo perché, proprio per questo motivo, cioè che si tratta di un progetto già approvato, ogni modifica che decideremo di apportare non avverrà sui documenti di progetto, ma in fase di cantiere’.

Questo ho detto, come noto, anche al Comitato e ai cittadini, il 27 aprile e ribadito in occasioni successive quali la passeggiata sul viale a cui tanti cittadini hanno partecipato.

I progetti, in tutte le loro fasi, seguono un iter approvativo ben preciso.

Da aprile 2017 si sono succedute tutte le azioni e le fasi che elenco sistematicamente di seguito:

1. Documento preliminare alla progettazione – Concept generale (riguarda l’intera Passeggiata settecentesca del Progetto Ducato Estense, di cui il viale è parte);

2. Progetto di fattibilità tecnica ed economica (riguarda l’intera Passeggiata);

3. Masterplan arredi, impianti, finiture, materiali (riguarda l’intera Passeggiata);

4. Parere sul Masterplan da parte della Soprintendenza;

5. Conferenza servizi mobilità;

6. Incontri specifici con i gestori dei sottoservizi, nel caso specifico con Iren per fognature e linee gas/acqua;

7. Consulenza di Criba per l’accessibilità (abbiamo rinviato ad uno specifico progetto finanziato, per sistemare su tutta la Passeggiata anche i vecchi interventi);

8. Incontri pubblici (con la scuola, con il quartiere e con la città);

9. Progetto esecutivo (Novembre 2018);

10. Autorizzazione della Soprintendenza al progetto esecutivo;

11. Nulla osta con indicazioni della Soprintendenza per quanto riguarda gli aspetti archeologici;

12 Commissione qualità architettonica e del paesaggio;

13. Consulta verde;

14. Consulenza sul verde.

“Tutto questo non è stato specificato, poiché è implicito nel concetto delle modifiche apportabili in fase di cantiere. Credo che una Amministrazione pubblica debba perseguire il bene comune e fare l’interesse della collettività.

Ripartire da zero con un iter che è durato più di 3 anni non sarebbe nell’interesse della collettività e degli abitanti del quartiere che attendono la riqualificazione da anni.

Aggiungo dunque che questo vincolo, che non è in contrasto con i punti della mozione, è tuttavia incompatibile – e anche la mozione stessa lo è – con l’ipotesi di proporre un progetto nuovo, fatto da un altro architetto, senza una gara, senza una selezione, senza alcuno degli elementi alla base delle pubbliche procedure.

“Segnalo allora – sottolinea l’assessora Bonvicini – che in ben due occasioni i primi a distaccarsi dallo spirito stesso con cui la mozione è stata scritta e approvata, sono stati proprio i portavoce della mozione. Prima non dialogando nel momento in cui l’Amministrazione ha espresso la volontà di collaborare, poi proponendo un nuovo progetto, che non c’entra nulla con i punti della mozione popolare, poiché non era scritto da nessuna parte che dovessimo stralciare il progetto.

“Vengo ora alla parte che mi compete più direttamente, che sono gli impegni presi come assessore all’Ambiente che ha sempre replicato per la Giunta. Siamo certi che avremo un certo numero di piante che potranno essere mantenute.

“L’agronomo Morelli sta pianificando tutte le azioni che porteranno, dopo il perfezionamento dell’incarico, all’approfondimento visuale e in seguito strumentale: gli abbiamo chiesto di analizzare nuovamente i 75 alberi segnalati nella mozione, a distanza di un anno dalla scorsa indagine, riclassificarli secondo classi vegetative e soprattutto analisi di stabilità che per alcuni esemplari vorrà dire integrare con analisi strumentali specifiche, ed in seguito individuare quelle alberature che potranno avere una prospettiva di vita considerevole e che potranno quindi ragionevolmente essere valorizzate all’interno del contesto progettuale.

A questo proposito, ci tengo a chiarire che queste nuove indagini, oltre a dare una puntuale risposta ai punti della mozione e a quanto da noi assunto come impegno, ci permettono di portare avanti un piano di monitoraggio che segue da tempo lo stesso patrimonio e che proseguirà per i prossimi anni.

“Un monitoraggio che ci restituisce ed evidenzia uno stato di precarietà diffusa, che non dipende dai previsti lavori di ristrutturazione ma riguarda lo stato generale di tutte le alberature, come d’altronde dimostrato dalle innumerevoli fallanze che già segnano i filari del viale.

“L’agronomo sta già lavorando con il direttore dei lavori e seguirà passo passo il cantiere nelle sue diverse fasi – ha concluso l’assessora Bonvicini – I lavori sono in fase di aggiudicazione e se non ci saranno rallentamenti, il cantiere dovrebbe iniziare a gennaio”.



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