Mercoledì 28 dicembre Reggio Emilia ha ricordato i sette Fratelli Cervi e Quarto Camurri, nel giorno in cui ricorre l’anniversario del loro eccidio: era il 28 dicembre 1943 quando Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio, i sette Fratelli Cervi, vennero fucilati dai fascisti insieme a Quarto Camurri nel poligono di tiro cittadino.

Comune e Provincia di Reggio Emilia, Istituto ‘Alcide Cervi’, i Comuni di Gattatico, Campegine e Guastalla, le associazioni Anpi e Alpi-Apc, hanno ricordato gli storici eventi con un programma di iniziative che si svolgono nei luoghi legati alla Resistenza e alla vita dei suoi Martiri.
La mattina la cerimonia al Poligono di tiro di Reggio Emilia (via Paterlini 17) con l’omaggio ai Fratelli Cervi e a Quarto Camurri sul luogo dell’eccidio con la deposizione di una corona. Sono intrevenuti Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Albertina Soliani presidente Istituto Alcide Cervi, Ermete Fiaccadori presidente Anpi Reggio Emilia e Iolanda Rolli prefetto di Reggio Emilia.

Poi la cerimonia si è spostata a Casa Cervi a Gattatico, all’interno della sala Genoeffa Cocconi con il convegno dal titolo: “La resistenza negli occhi dei giovani. Testimonianze e interpretazioni dai Cervi alle Resistenze nel mondo”. All’iniziativa saranno presenti Albertina Soliani, Giorgio Zanni presidente della Provincia di Reggio Emilia, Luca Ronzoni sindaco di Gattatico, Emma Bonati Nicolazzi studentessa e attivista, Emma Venturi capo scout, Giovanni Mattia coordinatore di Libera Reggio Emilia e Andrea Castronovo testimone della resistenza in Myanmar. Conclude Iolanda Rolli prefetto di Reggio Emilia.







Ultimi commenti
Infatti la nostra è una finta democrazia, mai come ora è stato così evidente...questa europa è destinata ad implodere con o senza guerre si vedrà.
tutto molto bello, pero' se in stazione abbiamo l'Esercito mi auguro che nelle nuove Ramblas ci mettano come minimo un presidio con l'Ejército de Tierra....
Ma quali famiglie coinvolte?! Avete letto, voi coordinamento di forza italia, che razza di sorte toccherebbe loro? Ri.prendete in mano quel famigerato progetto e rendetevi
Quadro perfetto della locale "intellighenzia": incapace, supponente e sfruttatrice dell'altrui buona fede. Sempre si torna al pifferaio di Hamelin.
Ah i tavoli di confronto, i gruppi di lavoro, per non parlare del raccordo fra le istituzioni! Un'autentica libidine socio.psico.educativa degna delle prime innovazioni annunciate […]