Il freddo e la pioggia non hanno fermato “L’Italia che resiste”. Erano oltre 800 i reggiani che hanno preso parte alla grande catena umana che nel pomeriggio di oggi ha abbracciato piazza Prampolini, insieme a tantissime piazze in tutta Italia che si sono unite nella protesta contro il razzismo e l’intolleranza delle attuali politiche del governo.

Promossa a Reggio Emilia dal comitato locale di Liberi e Uguali, l’iniziativa ha ricevuto nei giorni scorsi numerosissime adesioni da parte di associazioni locali e partiti (Sinistra Italiana, Possibile, Articolo Uno – MDP, Libera, Passaparola, A.F.C.A.D. – Associazione per il Film e la Cultura degli Africani della Diaspora, Associazione Yakaar, Partito Democratico, Reggio Diritti e Libertà, ARCI, ANPI, CGIL, Agende rosse Rita Atria, Associazione Reggiana per la Costituzione, Associazione Iniziativa Laica, LUP – Libera Università Popolare, Reggio Emilia in Comune (Rec), Filef, Associazione Città Migrante) e di singoli cittadini che spontaneamente si sono attivati.
Erano presenti anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, numerosi assessori e consiglieri comunali cittadini, a testimoniare il sostegno all’iniziativa.

I partecipanti, di tutte le generazioni, hanno intonato Bella Ciao in un girotondo festoso e liberatorio. Molti i cartelli esposti, molti i commenti positivi a supporto, moltissime le voci di preoccupazione per il clima che si sta vivendo di sempre maggiore intolleranza, con una sola risposta: restiamo umani. Un segnale di grande civiltà e speranza da una Reggio che resiste.







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Pronti ad eleggere in consiglio comunale un parente? (O anche in parlamento ricordiamo Cucchi)
Bello, bellissimo, gli assegneranno uno degli agenti feriti la settimana scorsa o uno in perfetta forma?