Discussione rimandata a data da destinarsi. Il consiglio comunale di Reggio, nella seduta di lunedì 10 novembre, ha respinto l’ammissibilità di un ordine del giorno urgente presentato da Fratelli d’Italia per impegnare il sindaco Massari e la giunta comunale a riferire in Sala del Tricolore sugli sviluppi del contenzioso con Inalca, sullo stato della bonifica interna ed esterna allo stabilimento di via Due Canali, sugli esiti delle analisi tecniche acquisite dall’amministrazione comunale e dall’Ausl di Reggio, sulle previste interlocuzioni con l’azienda e sulla situazione occupazionale del personale diretto e indiretto del polo industriale interessato dall’incendio dello scorso febbraio.
La votazione si è conclusa con otto voti favorevoli all’ammissibilità alla discussione dell’odg (Coalizione Civica, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lista Tarquini) e 21 contrari (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, lista Marco Massari sindaco, Europa Verde-Possibile), esito che ha portato quindi il consiglio comunale a non trattare – almeno per il momento – l’oggetto del documento.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva annunciato di aver ricevuto la notifica di un ricorso al Tar presentato da Inalca: una richiesta di risarcimento di 400.000 euro avanzata dall’azienda del gruppo Cremonini per farsi rimborsare le spese sostenute per la rimozione dell’amianto nell’area esterna allo stabilimento di via Due Canali interessato dall’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi. Dopo gli opportuni accertamenti legali, il Comune ha deciso di resistere, opponendosi al ricorso.
Un incontro formale con la proprietà e i conduttori dello stabilimento di via Due Canali (rispettivamente Sarda Leasing con Fin4Coop e Sirio) e il gestore responsabile nonché affittuario (Inalca, appunto) sarà convocato nei prossimi giorni per chiarire le posizioni reciproche ed esaminare i risultati delle analisi che entrambe le parti – su mandato esplicito dell’amministrazione comunale e dell’Ausl reggiana – hanno fatto redigere sullo stato di mantenimento dell’amianto presente all’interno dello stabilimento.
Questi, secondo il Comune, attaccato a più riprese per non aver ancora convocato le commissioni consiliari competenti in materia per discutere della questione Inalca, “erano i prerequisiti minimi per poter fornire informazioni complete e trasparenti alla cittadinanza e al consiglio comunale”, aveva spiegato l’amministrazione comunale sabato scorso in una nota ufficiale.







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