Eutanasia. Coalizione Civica Reggio: giusta la proposta Associazione Coscioni, bocciamo quella del Pd

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Scrive in una nota stampa Dario De Lucia, capogruppo Coalizione Civica in Consiglio comunale a Reggio Emilia: “Parlando di Eutanasia si parla non solo di sofferenza delle singole persone che scelgono consenzientemente questa pratica, ma parliamo di diritti, del riconoscere che le persone abbiano piena disposizione del proprio corpo anche quando soffrono di più.

Un tema del genere è senza dubbio complesso in cui ogni singola persona può nutrire maggiore o minore fiducia, conoscenza o in cui le convinzioni personali come la fede o la politica possono dare letture diverse.

Il Consiglio comunale ha approvato – con 13 voti favorevoli (Coalizione civica, M5S, Più Europa, Immagina Reggio, Reggio è, Braghiroli, Corradi, Ferrari, Ghidoni, Iori, Mawmoud, Montanari del Pd), 2 voti contrari (Forza Italia, Fratelli d’Italia) e 7 astenuti (Aguzzoli Claudia, Cantergiani, Castagnetti, Ferretti, Genta, Pedrazzoli, Piacentini del Pd) – una mozione dei consiglieri De Lucia, Aguzzoli Fabrizio, Benassi e Soragni in ordine alle azioni volte alla sensibilizzazione del Parlamento affinché approvi in tempi congrui una legge sulla morte volontaria medicalmente assistita.

Quello che però queste convinzioni non possono non vedere sono i numeri e i dati che ci vengono forniti ogni anno su quante persone decidono di utilizzare questi metodi in maniera più o meno legale, nonostante l’esistenza di quella che si può definire come una “eutanasia passiva” rinunciando attraverso biotestamento all’accanimento terapeutico. Parliamo grazie ai dati Istat di circa 700 malati, che ogni anno scelgono la via del suicidio per sfuggire alle sofferenze della loro situazione terminale, mentre chi ha scelto la via della Svizzera dal 1998 al 2020 contiamo oltre 160 persone.

L’Eutanasia continua a essere un tema sentito dagli italiani tanto che oltre 1.240.000 hanno firmato a favore del quesito referendario richiedente la soppressione parziale dell’art. 579 C.P, mentre dal 2013 si deve ancora discutere del progetto di legge che non ha ancora visto calendarizzazione.

E’ in discussione una legge in parlamento una legge del PD che renderà impossibile ricorre all’eutanasia legale. Promossa da Alfredo Bazoli, onorevole cattodem che si schierò contro la stepchild adoption e mosse critiche alla Legge Zan, il testo del PD porterebbe l’obiezione di coscienza tra il personale sanitario. Ben sappiamo dall’interruzione di gravidanza che l’obiezione di coscienza non permette l’esercizio pieno del diritto alle donne di cosa fare con il proprio corpo. Sarà possibile fare richiesta di assistenza medica al suicidio solamente a persone con autonomia fisica, ma non a chi ha ormai perso qualsiasi possibilità di mobilità, pur rimanendo perfettamente capace di intendere e volere. Si esclude già così gran parte delle persone che potrebbero ricorre all’eutanasia.

Nelle previsioni del testo unificato tra PD, M5s, destra e estrema destra vi scrivo i 10 passaggi che dovrà fare un malato: 1. il richiedente redige la richiesta con scrittura privata autenticata; 2. il medico che riceve la richiesta inserisce il paziente in un percorso di cure palliative; 3. la persona rifiuta le cure palliative; 4. il medico che ha ricevuto la richiesta redige un rapporto sulle condizioni e le motivazioni del richiedente; 5. il rapporto viene inviato al Comitato per l’etica clinica territoriale; 6. un delegato del Comitato etico visita il paziente per verificarne nuovamente le condizioni; 7. entro un mese il Comitato etico dichiara se il richiedente soddisfa o meno tutti i requisiti richiesti; 8. il fascicolo passa alla Direzione Sanitaria dell’ASL che deve verificare se il decesso può avvenire in casa; 9. il medico incaricato di fare assistenza alla morte volontaria accerta nuovamente, anche attraverso uno psicologo, che quella sia la volontà del paziente; 10. il medico può procedere al soddisfacimento della volontà del paziente. Tutto ciò al netto di eventuali controversie, nel qual caso è necessario anche l’intervento del Tribunale.
Reggio Emilia si è già mossa molte altre volte come Comune per poter dare luce a tutte quelle battaglie di cui il Parlamento continua a non volersi mostrare interessato per mancanza di volontà o di tornaconto politico, facendo non solo immobilizzare il nostro paese ma continuando a far soffrire migliaia di persone e le loro famiglie.

La legge che serve davvero al paese è quella scritta dell’Associazione Luca Coscioni che è ferma nei cassetti del Parlamento dal 2013. Che non prevede l’obiezione di coscienza, assicura tempi e modalità chiare al malato.
Possiamo dirci soddisfatti del voto in Sala del Tricolore augurandoci che il nostro comune, insieme a quelli che hanno già aderito alla campagna (Torino, Milano e Palermo) possa essere stimolo per altre realtà di unirsi a questa battaglia di giustizia”.

 



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