Un’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, ha smantellato una rete criminale transnazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina.
Al termine degli accertamenti, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare per sei persone di origine dominicana, tutte di età compresa tra i 24 e i 45 anni: sono accusate, a vario titolo, di traffico e detenzione di ingenti quantitativi di cocaina in concorso, con l’aggravante della transnazionalità. Tra l’11 e il 13 luglio tre uomini di 30, 32 e 37 anni sono stati arrestati e sono finiti in carcere, mentre due donne – una di 24 e l’altra di 31 anni – sono finite agli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Un sesto individuo, anche lui destinatario del provvedimento, risulta al momento latitante all’estero.
L’attività investigativa ha preso il via lo scorso ottobre: grazie a mirati servizi di osservazione e pedinamento, i carabinieri della sezione operativa del Nor (Nucleo operativo e radiomobile) hanno scoperto l’esistenza di un sodalizio criminale di matrice domenicana che aveva stabilito la propria base logistica e il centro nevralgico di stoccaggio e smistamento proprio a Reggio, in un edificio alla periferia della città.
Le attività erano coordinate da un uomo di 33 anni, identificato come il promotore dei flussi di approvvigionamento dalla Spagna. Il gruppo, come hanno ricostruito gli inquirenti, operava come un’impresa di import-export. Lo stupefacente veniva acquistato direttamente da fornitori autoctoni in Spagna e poi trasportato in Italia con corrieri che utilizzavano la tecnica della cosiddetta “staffetta” (una o più auto “apripista” che viaggiano davanti all’auto che trasporta materialmente la droga, per segnalare tempestivamente l’eventuale presenza di posti di blocco o pattuglie delle forze dell’ordine lungo il tragitto) per eludere i controlli alla frontiera di Ventimiglia.
Il gruppo criminale gestiva una vera e propria flotta di veicoli modificati (tra cui Mercedes Classe A, Fiat Bravo, Renault Scenic e Chevrolet Captiva) dotati di doppi fondi – definiti in gergo “hojo” o “buco” – ricavati sotto la scocca o sotto i sedili posteriori, con apertura anche elettronica.
Il 23 febbraio scorso, in un’autorimessa del Milanese, i carabinieri reggiani hanno sorpreso due uomini (il trentaduenne e il trentasettenne poi finiti in carcere) mentre estraevano otto panetti di cocaina da una Seat Leon dotata di un particolare sistema: lo scomparto nascosto si apriva solo premendo contemporaneamente l’interruttore dello sbrinatore del lunotto posteriore e un altro pulsante nascosto sotto la moquette. Nel vano segreto sono stati trovati panetti con una decalcomania di Topolino/Mickey Mouse: dalle analisi è emerso che si trattava di cocaina purissima, con un principio attivo vicino all’80%.
L’indagine ha permesso di documentare una notevole capacità distributiva del gruppo, quantificata complessivamente in 43,5 chili (circa la metà dei quali – 21,5 kg – sequestrati in flagranza). La rete di distribuzione della cocaina non si limitava all’Emilia-Romagna, ma si diramava in gran parte del centro e del nord Italia: era destinata infatti anche alle piazze di spaccio di Lombardia, Liguria, Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Umbria e Piemonte.
Per minimizzare i rischi di controlli stradali, gli indagati non esitavano a coinvolgere anche i propri nuclei familiari: sono stati documentati viaggi di consegna in cui i trafficanti si spostavano con mogli e figli (anche minorenni) a bordo, simulando normali gite domenicali per trasportare carichi dal valore anche di centinaia di migliaia di euro.
Le donne del gruppo ricoprivano ruoli operativi fondamentali, tutt’altro che marginali: a loro era affidata la logistica, la custodia materiale della sostanza stupefacente e la contabilità dei soldi in contanti derivanti dalle cessioni, assicurando così la continuità e la stabilità finanziaria dell’organizzazione criminale.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu