Reggio, aggredite 2 volontarie dell’Arcigay

polizia_art

Nel pomeriggio di sabato 30 novembre 2019, all’ingresso dell’URP del Comune di Reggio Emilia in Via Farini, è accaduto un episodio spiacevole presso un banchetto nel quale medici e infermieri dell’Azienda USL offrivano gratuitamente il test rapido con puntura di un dito della mano per la diagnosi di HIV.

Due volontarie di Arcigay che, insieme ai ragazzi delle Croce Rossa Italiana e agli Operatori dell’Unità di Prevenzione delle Comunità Papa Giovanni XXIII, proponevano ai passanti materiale informativo su HIV e malattie sessualmente trasmissibili e distribuivano preservativi venivano aggredite verbalmente in modo pesante e insistente da parte di due uomini. Solo l’intervento di una volante della Polizia metteva fine all’aggressione. Una ragazza trans di Arcigay, in particolare, veniva pesantemente e minacciosamente offesa, risultandone scossa e turbata in modo importante.

Tutti i componenti della Commissione Provinciale condannano fermamente questo episodio, espressione di transfobia, stigma, pregiudizio ancora diffuso che si manifesta in varie occasioni, non risparmiando persone trans e gay, persino quando offrono il proprio tempo a servizio della popolazione, come era il caso di sabato scorso.

Continueremo nelle nostre attività di informazione, educazione, prevenzione dell’HIV e delle malattie sessualmente trasmissibili, avvalendoci della collaborazione delle Associazioni di Volontariato, inclusa Arcigay, contrastando la mentalità omotransfobica ancora diffusa.

Annalisa Rabitti, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia, commenta così: “La violenza non è solo pugni e calci, ma è anche insulti, parole, sguardi che possono fare ugualmente male. Quanto è successo sabato è un forte campanello di allarme che ci dice che non dobbiamo abbassare la guardia, che dobbiamo lavorare per una cultura della tolleranza e del rispetto di tutte le persone. Al di là del colore, della cultura, del genere, delle scelte sessuali, della disabilità o altro. Come la civiltà di una nazione è data dalla qualità delle sue leggi, così quella di una città è definita dai comportamenti e da come le persone sanno stare insieme come comunità”.



C'è 1 Commento

Partecipa anche tu
  1. mario marzocchella

    nessun commento…! vabbè ci sta dai siamo ormai così abituati a prenderle essere offesi persino ad un banchetto di volontariiato che ci vuoi fare e poi perchè ti esponi fatti furb*! nel lontano 1977 i primi gay del FUORI usavano tecniche da prestigiatori per distribuire volantini senza pericolo, ma bravi neh! facciamo così anche noi in fondo basta tornare indietro di 40anni! scusate se posso sembrare irritante ma oltrea salvini e ai neofascisti volevo farvi un appello NON UN PASSO INDIIETRO!


Invia un nuovo commento