Scrive il presidente della Regione Stefano Bonaccini sul suo profilo Facebook: “L’ineffabile segretario della Lega Romagna Morrone mi ha poco fa definito “furbo” perché “per conquistare voti a destra nella propaganda elettorale per le regionali 2020, Bonaccini ha occultato il simbolo Pd, cambiando il tipico colore ‘rosso comunista’ in verde. Il colpaccio gli è riuscito e c’è chi ha creduto a un suo improbabile cambio di passo” (quelle virgolettate sono parole sue).
Nella sostanza da’ degli ingenui (coglioni?) a quegli elettori che secondo lui, pur non appartenenti al centrosinistra, hanno votato me invece della loro candidata Borgonzoni, facendosi ingannare.
Non soddisfatto, prosegue affermando che la mia “autentica matrice cultural-politica di ex-comunista riaffiora come un fiume carsico. Non c’è nulla di veramente ‘rinnovato, plurale, civico’ nelle coalizioni fotocopia che si sono presentate nei vari comuni romagnoli sul disegno di Bonaccini. Emerge, al contrario, la strategia del lupo travestito da pecora, ovvero candidati di facciata, sedicenti civici, che non hanno alcuna autonomia, ma rispondono alle direttive del Pd” (quelle virgolettate sempre parole sue).
Allora, riepiloghiamo: dopo le elezioni regionali del gennaio 2020 si è votato per le elezioni comunali in tre diverse tornate amministrative (autunno 2020, autunno 2021, primavera 2022). In Romagna si è votato, tra gli altri, in due capoluoghi, Ravenna e Rimini, un comune sopra i 50mila abitanti, Faenza, e altri tre comuni con più di 15mila abitanti, Riccione, Cesenatico e Cattolica. In tutti e sei principali comuni al voto ha stravinto il centrosinistra plurale e molto civico, in cinque comuni addirittura al primo turno e solo a Cattolica al secondo, dopo aver mancato per poche decine di voti la vittoria già al primo. Sei su sei, due dei quali riconquistati dopo anni di opposizione. Anche in questo caso, invece di farsi qualche domanda sul perché la destra abbia subito sei cocenti sconfitte, Morrone indica nell’ingenuità degli elettori le cause della debacle.
Nemmeno io sapevo di esser così furbo.
A posto così”.






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