Piero Benassi, che dal 1964 al 1993 è stato direttore dell’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio, torna in libreria con “Una storia di libertà. Vita di un giovane durante il regime fascista” (edizioni Consulta librieprogetti, 2021), ripercorrendo gli anni giovanili vissuti tra Carpi e Modena, ma soprattutto offrendo al lettore un resoconto avvincente delle spinte libertarie che covavano nel suo animo e che lo indussero, nel 1944, ad aderire alla Resistenza nelle file delle “Fiamme Verdi”.
Senza indulgenze, l’autore fa rivivere i momenti più significativi della storia della sua famiglia e delle tensioni e delle attese che albergavano nel cuore di un giovane che, all’epoca, sperimentava le dure costrizioni del regime fascista.
“Con la liberazione, termine perfetto, ci siamo di colpo affrancati – scrive Benassi – da un ventennio di schiavitù, quando siamo stati sottomessi a un potere dittatoriale concentrato in tre parole: credere – obbedire – combattere, cioè all’ideologia del potere assoluto. Ripensandoci ora, con una nuova e lunga serie di esperienze, riconosco i valori allora raggiunti dalla libertà, e il significato che è necessario attribuirle ora, in un’epoca come quella della pandemia che ha ridotto le libertà del mondo intero”.
Benassi, negli anni in cui ha guidato l’ospedale psichiatrico reggiano, ha pubblicato oltre trecento lavori scientifici e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Società italiana di psichiatria. Nell’ultimo ventennio ha pubblicato quindici libri monografici relativi alla storia della psichiatria, come socio fondatore dell’Associazione per il Museo di storia della psichiatria di Reggio. Nel 1999 ha ricevuto la medaglia d’oro al merito della sanità pubblica dal presidente della Repubblica.






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