Si fa sentire l’effetto Covid sul mercato del lavoro emiliano-romagnolo. Secondo una elaborazione della Unioncamere regionale su dati Istat, al termine del secondo trimestre dell’anno gli occupati sono scesi a poco più di 1.988.000, “con una brusca, ma attesa, riduzione di 68.000 unità” per un calo del 3,3% sullo stesso trimestre dell’anno precedente.
Nello stesso tempo – viene evidenziato – i disoccupati sono scesi a quota 95.552 (-7,9%, con una forte riduzione del tasso di disoccupazione al 4,6% dal 5,5% il minimo rilevato dal terzo trimestre 2011: “la spiegazione di questo movimento apparentemente contraddittorio”, osserva Unioncamere Emilia-Romagna, è legata “alla riduzione delle forze di lavoro (-3,5 per cento) e all’aumento delle non forze di lavoro (+3,6 per cento)”.
Guardando ai diversi settori, rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, l’occupazione in agricoltura è salita del 17,9% mentre nell’industria è arretrata dell’8,1%. In progresso del 6,2% l’occupazione nel campo delle costruzioni, in frenata del 3% quella nell’insieme dei servizi. e del 6,4% quella nei settori del commercio, dell’alberghiero e della ristorazione.






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