Non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”. Con questa motivazione, martedì 18 marzo la giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Bologna Roberta Malavasi ha respinto la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero Beatrice Ronchi della Direzione distrettuale antimafia di Bologna per gli ex sindaci di Brescello Marcello Coffrini e Giuseppe Vezzani.
Vezzani è stato sindaco del paese della Bassa reggiana dal 2004 al 2014 per il Partito Democratico, mentre Coffrini fu il suo successore per circa un anno e mezzo, dalla metà del 2014 fino all’inizio del 2016; si dimise poco prima che, nell’aprile di quell’anno, il Consiglio dei ministri deliberasse lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, facendo di Brescello il primo Comune dell’Emilia-Romagna a essere sciolto per motivi di mafia.
Su entrambi gli ex primi cittadini pendeva l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa: secondo la Dda, infatti, avrebbero agevolato – pur non essendone membri a tutti gli effetti – le attività della cosca ‘ndranghetista Grande Aracri, operante in Emilia, favorendone il rafforzamento sul territorio grazie a permessi per costruire, assegnazioni di alloggi popolari e di appalti pubblici.
Ma la decisione della gup di Bologna, che non ha ravvisato l’esistenza dei presupposti per procedere al rinvio a giudizio, ha messo fine alla vicenda giudiziaria sia per Vezzani che per Coffrini.






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