Il Registro delle imprese di Modena ha chiuso il 2021 con un saldo positivo di 702 unità rispetto all’anno precedente, frutto della differenza tra le 4.183 nuove imprese iscritte e le 3.481 imprese cessate (non d’ufficio). È da evidenziare in particolare la ripresa delle iscrizioni, che nel 2021 sono cresciute del 22,1%, ritornando vicine ai livelli pre-pandemia; un altro dato confortante è quello che riguarda la prosecuzione del trend recessivo delle cessazioni (-7,9% nel 2021), in atto già dall’anno precedente.
Il tasso di sviluppo è quindi risultato in crescita (+0,97%), con le imprese registrate in provincia di Modena salite a quota 71.924 alla data del 31 dicembre 2021.
Sono questi i principali risultati dell’analisi effettuata dal centro studi e statistica della Camera di commercio di Modena sulla natimortalità del Registro delle imprese, per verificare la tenuta del tessuto imprenditoriale modenese dopo due anni di pandemia.
Le imprese attive, cioè quelle che hanno dichiarato l’inizio effettivo dell’attività economica, erano 64.444 a fine 2021, in aumento di 326 unità (+0,5%) rispetto al 31 dicembre del 2020. La suddivisione per forma giuridica ha confermato la tendenza – in atto ormai da anni – al rafforzamento della struttura imprenditoriale, con l’incremento delle società di capitali (+4,6%) a fronte del costante decremento di tutte le altre forme: dalle società di persone (-3%) alle imprese individuali (-0,4%), fino alle altre forme giuridiche (come consorzi e cooperative), in calo del 3,1%.
L’analisi delle imprese attive per macrosettori ha fatto registrare un’altra flessione per l’agricoltura (-1,5%) e per le attività manifatturiere (-0,8%); in territorio positivo, invece, i servizi (+1%), e ancor di più le costruzioni (+1,4%).
Per quanto riguarda i comparti dell’industria manifatturiera, gli andamenti sono molto diversi: si passa da incrementi rilevanti, come quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,1%) e della fabbricazione di prodotti di carta (+4%), ad aumenti più lievi, come quelli del settore riparazione e manutenzione (+2,6%) e delle industrie alimentari (+1,2%). Segno meno, invece, per la fabbricazione di mobili (-7,1%), la stampa e la riproduzione di supporti registrati (-4,8%), il tessile-abbigliamento (-2,5%), l’industria farmaceutica (-1,9%), la ceramica (-1,3%) e la metalmeccanica (-1,1%).
Il numero delle imprese attive nei servizi è in crescita in tutti i settori tranne che nel comparto del trasporto e magazzinaggio (-2,9%). Bene, invece, le attività artistiche e di intrattenimento (+5,3%), quelle finanziarie e assicurative (+4,3%) e l’istruzione privata (+3,7%); promettente anche l’andamento dei servizi di informazione e comunicazione (+2,4%). Dopo tanto tempo, infine, anche il commercio ha evidenziato una seppur lieve ripresa (+0,6%).






Ultimi commenti
Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.
Scusi signor Salsi ma a me lei dal suo profilo mi sembra solo l'ennesimo amico dell'amico a cui il comune gira una caterva di soldi […]