La Dia, coordinata dalla Dda di Bologna, ha eseguito un provvedimento di sequestro di circa 2,6 milioni di euro, nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, indiziati di appartenere all’associazione ‘ndranghetistica emiliana, legata ai Grande Aracri. I sigilli sono scattati per 55 immobili in provincia di Reggio Emilia e Crotone, 2 società del settore edile, rapporti finanziari, partecipazioni societarie e un automezzo.
Tra le diverse vicende penali che hanno visto coinvolti i due, spicca quella venuta alla luce nell’ambito del maxi processo “Aemilia”.






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Certo che mentre qui ci si preoccupa per la pagliuzza, in Germania stanno facendo programmi ben più ambiziosi e aggiungo pericolosi... un esercito enormemente potenziato […]
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"Laboratorio"??? aq16? Cerchiamo di dare un significato alle parole senza addomesticarle a proprio uso e consumo. Qui si sono allocati emeriti nullafacenti, parassiti consapevoli della […]
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