Modena, Vannacci: “È un attentato terroristico, togliere la cittadinanza a El Koudri”

intervista Roberto Vannacci Futuro Nazionale – TE

Un attentato terroristico in piena regola. Non ha dubbi l’eurodeputato e leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che ha etichettato così il gesto di Salim El Koudri, il trentunenne italiano di origini marocchine che sabato scorso, al volante della sua auto lanciata a forte velocità sulla via Emilia, ha travolto una quindicina di passanti nel centro storico di Modena e ha ferito con un coltello un uomo che cercava di impedirne la successiva fuga a piedi.

In un’intervista rilasciata a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo, Vannacci è stato chiaro: “Questa è una persona che ha cercato il terrore e che è stata mossa da odio, da disprezzo nei confronti della nostra società, della nostra identità, della nostra cristianità, ed è una cosa talmente evidente che traspare soprattutto dalla modalità con la quale questo attacco è stato portato: perché di persone in cura psichiatrica in Italia ce ne sono tante, ma guarda caso non c’è nessun italiano di etnia europea che si è mai lanciato con una macchina contro una folla per cercare di effettuare il maggior numero di vittime, di ferirne il maggior numero. E che poi ha proseguito con un coltello in mano”.

Allora, per Vannacci, “chi si rifiuta di chiamarlo ‘terrorista’, o comunque odiatore, o comunque persona che nutriva un grande disprezzo per la nostra società e che ha agito proprio in questo senso, rifiuta la realtà. Rifiuta di vedere le cose come sono, oppure è in malafede. Perché non ci dobbiamo dimenticare – non credo che queste persone abbiano la memoria corta – Mohammed al-Qahtani nel 2015 quando lanciava il suo proclama di lotta contro i crociati, di prendere qualsiasi cosa con i coltelli, con i sassi, con i veicoli lanciandosi sulla folla per uccidere più persone possibili del mondo occidentale. E guarda caso questo signore (El Koudri, ndr) ha fatto esattamente la stessa cosa, quella che è successa a Nizza, a Berlino durante i mercatini di Natale, a Barcellona, a Stoccolma, a Londra, a New York, a New Orleans… tutte le medesime tattiche, tecniche e procedure”.

Non solo: secondo l’eurodeputato “abbiamo anche scoperto che la cittadinanza non è un metodo di integrazione. Tutt’altro. Ma anche su questo c’è da discutere, perché essendo marocchino di origine, e probabilmente avendo in precedenza lui la cittadinanza marocchina, non credo che l’abbia negata. Quindi questa persona ha doppia cittadinanza, ha doppio passaporto, marocchino e italiano: allora si può tranquillamente, a mio avviso, procedere alla rimozione della cittadinanza italiana, visto che questa persona ha compiuto non solo un atto terroristico nei confronti del popolo italiano, ma ha contravvenuto a uno dei primi doveri previsti dalla Costituzione, l’osservanza alla Costituzione e alle leggi della nostra nazione”.

Di conseguenza, conclude Vannacci, “non c’è più motivo che questa persona mantenga una cittadinanza acquisita. E poi che sconti la pena, secondo me, nel Paese di origine. Le relazioni internazionali servono proprio a questo. Servono proprio a stabilire degli accordi tra le nazioni, e noi dovremmo tendere proprio, con il nostro Ministero degli esteri e con il nostro governo, a ottenere questo beneplacito del Marocco affinché questo assassino, questo criminale, questo delinquente sconti la pena nel Paese di origine. Anche perché se no, se la sconta da noi, lo dovremmo pagare 140 euro al giorno: che insomma, mi sembra che per la pena che mi auguro venga data a questo criminale, sarebbero anni e anni e anni e decenni di spese per una persona che fondamentalmente ci odia”.



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