Modena, gip: non ci sono elementi per collegare il gesto di El Koudri ai disturbi psichici

Salim El Koudri foto segnaletica – PDS

Martedì 19 maggio la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Modena Donatella Pianezzi ha convalidato l’arresto di Salim El Koudri, l’uomo di 31 anni che sabato scorso, al volante della sua auto lanciata a forte velocità, ha travolto una quindicina di passanti nel centro storico di Modena.

Il trentunenne, che si trovava già dietro le sbarre in attesa dell’udienza di convalida, rimane recluso nel carcere di Modena: è accusato di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. Per ora la Procura non gli contesta aggravanti di altro tipo: né la premeditazione, né il terrorismo, né il movente d’odio religioso.

Il quadro indiziario, in ogni caso, è in costante evoluzione. Come sottolinea la gip Pianezzi nell’ordinanza, infatti, al momento non ci sarebbero elementi per ritenere che il gesto compiuto da El Koudri sia riconducibile direttamente alla patologia – un disturbo schizoide di personalità – per il quale nel recente passato il trentunenne di Ravarino era stato in cura presso il Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia, percorso terapeutico che era stato poi improvvisamente interrotto. Sempre secondo la gip, inoltre, non ci sarebbero nemmeno elementi per ritenere che El Koudri fosse incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.

Resta il mistero sul movente, dunque: il trentunenne, finora, si è sempre avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo avvocato difensore, nel frattempo, ha chiesto di predisporre una visita psichiatrica preliminare sul suo assistito.



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