Massarini (Confcommercio Reggio): “In tutto il Pnrr non compare la parola commercio”

Davide Massarini Confcommercio Reggio Emilia Pnrr

In previsione di un autunno che già si preannuncia “caldo” come questa estate 2022, il presidente di Confcommercio Reggio Emilia Davide Massarini è intervenuto nel dibattito sul Piano nazionale di ripresa e resilienza con alcune riflessioni.

“Al riparo dalla canicola estiva, in un centralissimo caffè cittadino, le notizie riportano chiari e dolenti segnali d’antropocene, ed è forse anche il momento per qualche introspezione politico-economica locale, ammesso che di locale ci sia ancora qualcosa. Sì, perché a partire dal caro energia, che preoccupa e non poco anche i primi cittadini reggiani, il Covid, la siccità, la difesa e la fortificazione della pluralità distributiva sono tematiche nodali ma difficilmente risolvibili da un centralissimo caffè cittadino”.

A tutto questo “si aggiunge il Pnrr, reclamato come panacea di tutti i mali, che ha generato una serie di aspettative che se non corrisposte rischiano di scaricarsi sui corpi intermedi nel passaggio, tutt’altro che scontato ma necessario, che per altro distingue la riqualificazione urbana dalla rigenerazione urbana e che vede trasversalmente risorse senza precedenti per le stesse, ma che trova nelle tempistiche e nella complessità delle domande un limite. In particolare per i Comuni più piccoli, che così come le micro-imprese sembrano non essere nei piani per il futuro: il piccolo e bello sembra trovi spazio solo in una poetica narrativa. I venti economici sono tutt’altro che a favore della micro-impresa e del piccolo Comune. Parola d’ordine: consorziatevi, unitevi e allacciate le cinture”.

“Come ricordava Luca Tamini a un recente seminario, il Pnrr ha spostato l’interlocutore: la cultura è al centro della politica economica. In tutto il Pnrr non compare la parola commercio. Questa epoca è segnata dal superamento della dimensione settoriale in cui la città diventa una fabbrica di servizi. Per cogliere al meglio questa opportunità servono una regìa unitaria e competenze trasversali, nuove professionalità e profili manageriali”.

Sulla base di questo, “abbiamo a più riprese sostenuto – ha ricordato Massarini – che la figura di un manager distrettuale oggi è più che mai auspicabile, per non dire imprescindibile, per governare il centro storico, il suo rilancio, i rapporti con la Rcf Arena e con il turismo accessibile; e questa è una figura che prescinde dalle dimensioni della città ed è valida pertanto non solo per il capoluogo”.

“Ora, anche esauritisi gli effetti delle misure una tantum sugli energetici, l’area del disagio sociale è tornata a crescere. I moderati miglioramenti rilevati sul versante della disoccupazione non riescono a compensare le decise accelerazioni che si registrano sul versante dei prezzi. Questa tendenza, sulla base delle prime stime relative alle dinamiche inflazionistiche nel mese di giugno, non sembra destinata a esaurirsi nel breve periodo. Nei prossimi mesi i rischi di riflessi negativi sui comportamenti delle famiglie, sulle possibilità di recupero dell’economia e sul mercato del lavoro, che già mostra segnali d’indebolimento, diventano sempre più concreti, con un conseguente ampliamento dell’area del disagio sociale”.

Per evitare di deprimere i consumi e congelare la ripresa, quindi, per Massarini “è necessario che l’Europa metta un tetto al prezzo del gas e il governo agisca più incisivamente su caro energia e cuneo fiscale. Questo è quanto incessantemente chiediamo, preoccupati dal rischio che quello che non ha fatto la pandemia lo faccia la bolla inflazionistica. Sarebbe auspicabile inoltre un intervento regionale per le micro/piccole imprese, che incentivi il fotovoltaico tramite banche e consorzi fidi. Certo è che anche l’autunno si preannuncia caldo, da questo centralissimo caffè cittadino”.



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