Lutto nella diocesi di Reggio e Guastalla: è morto don Romano Zanni

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Un nuovo lutto ha colpito in questo 2021 la diocesi di Reggio e Guastalla: nella mattinata di mercoledì 12 maggio, nella casa di preghiera dei Fratelli della carità di Albinea, si è spento all’età di 75 anni don Romano Zanni, sacerdote diocesano nato a Castellazzo di Reggio Emilia il 31 luglio del 1945 e ordinato presbitero il 27 giugno del 1987.

La notizia non è giunta purtroppo inaspettata: gravemente malato da alcuni anni, il sacerdote aveva intrapreso su sua richiesta l’ultimo tratto di vita con il conforto dei sacramenti (l’unzione degli infermi e la comunione) e delle cure palliative.

Così lo ha ricordato il vescovo diocesano mons. Massimo Camisasca: “Don Romano Zanni è stato un mio importante collaboratore durante questi anni di servizio episcopale a Reggio, come vicario episcopale per la carità e le missioni in quanto delegato vescovile della Caritas e direttore del Centro missionario diocesani. Con lui ho condiviso tante iniziative, ma soprattutto i viaggi missionari: questi ultimi sono stati l’occasione nella quale mi ha fatto partecipe del suo grande cuore e della profonda conoscenza delle missioni. Mi ha parlato di un passato recente che potevo avvicinare solo nella testimonianza di chi lo aveva vissuto”.

Attraverso don Zanni, ha aggiunto il vescovo Camisasca, “ho potuto sentire un po’ accanto a me don Prandi, di cui è stato uno dei figli prediletti, e ho conosciuto le Case della carità, soprattutto il loro dono per tutta la Chiesa. Don Romano è stato un uomo esigente, per sé e forse anche per gli altri, severo e assieme benevolo, riservato e assieme estroverso. È stato un traghettatore della Congregazione Mariana verso una riforma, in una riflessione che continua sul posto della loro famiglia nella Chiesa. Dopo don Prandi sono cresciuti sull’albero altri rami: di tutto ciò don Zanni si è fatto carico, con una grande spesa di energie spirituali e psicologiche”.

I suoi ultimi mesi di vita, ha sottolineato mons. Camisasca, “sono stati segnati dall’aggravarsi della malattia, vissuta con una grande, miracolosa serenità e un totale abbandono al disegno di Dio. Mi ha sempre confortato incontrarlo in questi ultimi tempi. Ho chiesto a Dio per me di avere la stessa confidenza e lo stesso santo desiderio”.

Mercoledì 12 e giovedì 13 maggio la salma di don Romano Zanni sarà custodita presso la chiesa della Pieve di Albinea, dove giovedì 13 maggio alle ore 20 sarà recitato il rosario. Nella mattinata di venerdì 14 maggio il feretro sarà trasferito nella cattedrale di Reggio, dove alle ore 9 sarà recitato il rosario e alle ore 16 il vescovo mons. Camisasca presiederà la celebrazione delle esequie. La liturgia sarà trasmessa in diretta a cura del Centro diocesano comunicazioni sociali e potrà essere seguita in streaming sul canale YouTube La Libertà Tv e sulla pagina Facebook del settimanale La Libertà, o in televisione su Teletricolore. AL termine del funerale, la salma sarà tumulata nel cimitero di Fontanaluccia.

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Il cordoglio del sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi. “Dire Case della carità, significa dire Mensa condivisa con chiunque abbia fame materiale e spirituale, e significa dire Poveri, categoria a cui tutti apparteniamo con la nostra fragilità. La testimonianza di don Romano è stata in questo senso veramente universale, aperta a tutti, prossima a tutti, ovunque.
Per avere la certezza di includere tutti, serve partire dagli ultimi. E don Romano è stato questo, in ogni incarico e compito ricoperto nella sua vita.
Da oggi in poi, portiamo con noi il ricordo di don Romano, la sua solidità, il suo rigore che non ha mai escluso il dialogo e la prontezza creativa, la sua giovialità contagiosa e schietta, la sua umanità e il suo coraggio. E’ stato un uomo di fede, perché ha creduto e ha realizzato il suo credo concretamente, mettendoci tutto se stesso.
La comunità reggiana porta il segno profondo di giustizia, solidarietà, servizio e cura, che don Romano e le Case hanno lasciato e lasciano nella carne viva delle persone e nella Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla ogni giorno, come costruttori silenziosi e semplici di vera pace.
A nome dell’Amministrazione comunale, mi unisco al cordoglio della Diocesi, della Congregazione delle Case della carità e di quanti – tantissimi – hanno conosciuto don Romano”.

Don Romano Zanni “era un testimone di carità instancabile”, ha ricordato Confcooperative Reggio, “che si è speso sempre per i poveri e per i più fragili, divenendo trascinatore di tante donne e di tanti uomini in questo cammino a fianco degli ultimi. Le case della carità, di cui don Romano è stato superiore, e la Caritas diocesana e il Centro missionario, di cui è stato direttore, sono solo alcune delle più evidenti espressioni del suo amore e del suo impegno per i più deboli, ma tutta la sua vita è stata vissuta con uno sguardo sempre orientato alle tante povertà che colpiscono persone e famiglie. La cooperazione sociale, soprattutto, ha costruito con don Zanni diversi progetti di inclusione sociale e lavorativa, apprezzandone la passione e gli stimoli per sostenere quelle persone fragili che rischiano di diventare invisibili o di essere dimenticate”.

Subito dopo l’ordinazione sacerdotale, don Romano Zanni fu nominato parroco di Fontanaluccia, poi di Romanoro, Rovolo e Morsiano: “Una realtà, quella appenninica – ha sottolineato Confcooperative – che non ha più lasciato e nella quale sino all’ultimo ha continuato a esercitare il suo ministero come aiuto festivo nelle più piccole parrocchie del crinale, là dove lo chiamava il servizio a quanti vivono spesso condizioni di solitudine. Don Romano lascia alla comunità reggiana un grande patrimonio di opere e, soprattutto, una straordinaria testimonianza di umanità, di fede e di carità”.

Anche la segreteria provinciale del Partito Democratico di Reggio si è unita al cordoglio per la scomparsa di don Romano Zanni con una nota firmata da Gigliola Venturini: “Una figura molto paterna, sempre aperta al dialogo, piena di idee e progetti, instancabile nella cura e nell’attenzione per le persone più povere, fragili, sole, ai margini della società, in Italia e nel mondo. Difensore dei diritti di tutte le persone, la politica lo ha conosciuto per la sua determinazione nei richiami alle istituzioni per responsabilizzare e chiedere conto a chi è preposto alla costruzione del bene comune, con spirito costruttivo e concreta disponibilità anche personale alla collaborazione. Ha contribuito in modo creativo e intelligente alla nascita e crescita di progetti e servizi di cui beneficia, ancora oggi, tutta la comunità reggiana”.

“Figlio di contadini, della nostra terra emiliana, ha assunto i toni schietti e la bontà propri della “nostra” gente. Manualità ingegnosa, sempre pronto alla battuta, amante della buona cucina e della compagnia, ha messo la sua persona a totale servizio della promozione umana, fino ai confini del mondo. Non aveva nemici, era capace di discutere sostenendo le proprie idee frutto di una forte identità cristiana. Allo stesso tempo era capace di mediare e di cercare soluzioni condivise, a beneficio del più ampio bene comune. Ci uniamo nel ricordo e porgiamo le più sentite condoglianze ai familiari, alle famiglie delle Case della carità, al vescovo Camisasca e a tutta la comunità diocesana, consapevoli che il suo ricordo e la sua testimonianza rimangono un monito per tutti nell’opera di costruzione di un mondo più giusto e solidale”.

Al cordoglio della diocesi e della comunità dei Fratelli della Carità per la scomparsa di don Zanni si è unito anche Csv Emilia – DarVoce, che ricorda il sacerdote “come persona di profonda sensibilità umana e di alta formazione spirituale e culturale, sempre disponibile per le funzioni del suo ministero. Don Romano era un prete generoso, che si spendeva per la Chiesa, per i suoi confratelli e soprattutto per le persone in difficoltà: Csv Emilia esprime viva commozione per la sua scomparsa ricordandolo come persona attiva nel mondo del volontariato reggiano. Nelle sue tante doti spirituali e umane e nei tanti ruoli che ha ricoperto è stato primo tra tutti parroco premuroso verso i più bisognosi, verso gli ultimi: tutti accoglieva, tutti ascoltava, non rimandava indietro nessuno senza averlo prima confortato. Così facendo ha realizzato “la vera Chiesa”, la chiesa delle anime, la vera comunità”.



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