In provincia di Reggio al via un sistema di monitoraggio strutturale dei ponti

centrale operativa monitoraggio M3S

La Provincia di Reggio, per garantire la sicurezza della propria rete stradale, composta da un migliaio di chilometri e da circa 630 manufatti (tra ponti, viadotti e cavalcavia), si è dotata di un innovativo sistema di monitoraggio strutturale dei ponti “in continuo” – 24 ore su 24, sette giorni su sette – che permetterà di valutare, oltre a eventuali criticità, anche danneggiamenti e stato di usura delle infrastrutture, consentendo così di programmare interventi mirati, meno costosi e più efficienti.

Grazie ai sensori ambientali, il sistema sarà anche in grado di monitorare costantemente la qualità dell’aria, condividendo poi i dati con Arpae (l’agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Emilia-Romagna), mentre un rilevatore misurerà la temperatura del manto stradale, la temperatura di congelamento, l’altezza dello strato d’acqua e altri fattori: manto stradale secco, umido, bagnato, ghiacciato, nevoso e salinità residua, indicatori fondamentali per assicurare un transito in piena sicurezza e programmare con maggior precisione gli interventi di salatura necessari, non solo sui ponti ma anche sulla rete stradale circostante.

L’installazione del sistema di monitoraggio prenderà il via lunedì 31 gennaio dal ponte sul fiume Po della strada provinciale Sp 111 tra Boretto e Viadana (provincia di Mantova): secondo il presidente della Provincia di Reggio Giorgio Zanni “permetterà di migliorare le gestione dell’opera e individuare eventuali criticità sulla struttura, permettendoci di intervenire per tempo laddove fosse necessario, ottimizzando le risorse economiche, ma soprattutto rendendo ancora più sicura la mobilità”.


Progettato dal Servizio infrastrutture della Provincia, anche sulla base delle linee guida del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, il sistema è stato affidato con gara (per un importo di 180.000 euro) alla M3S, società di Roma specializzata nel monitoraggio statico e sismico strutturale. I lavori sul ponte borettese comporteranno fino a venerdì 4 febbraio la circolazione a senso unico alternato.

Saranno installati 24 accelerometri triassiali, sei inclinometri biassiali, 38 distanziometri lineari, quattro videocamere per la videoispezione, un sensore di monitoraggio delle condizioni del manto stradale, otto sensori ambientali e un sensore per rilevare le polveri sottili Pm10 e Pm2.5, ha spiegato il dirigente del Servizio infrastrutture della Provincia Valerio Bussei: “Una volta collaudato il sistema, presumibilmente dal primo marzo, questa mole di dati confluirà in una centrale operativa attiva 24 ore su 24, che provvederà ad analizzarli, controllare il corretto funzionamento dei dispositivi, risolvere prontamente i problemi che dovessero presentarsi. Inoltre saranno impostate delle soglie d’allarme, superate le quali la centrale operativa invierà alert ai nostri funzionari via sms, chiamata telefonica ed e-mail, permettendoci di essere avvisati in tempo reale e di intervenire immediatamente”.

La centrale operativa della M3S invierà anche, a cadenza annuale e ogni volta che dovesse essere necessario, un report completo con tutti i dati e la loro interpretazione ingegneristica: frequenze rilevate, spostamenti letti (sia su seggiole che in centro campata), dati ambientali e di temperatura del manto stradale: “Un sistema che, oltre a innalzare sensibilmente il controllo della struttura e assicurare il transito in condizioni di sicurezza, nell’arco del periodo di monitoraggio ci consentirà di orientare sempre di più il processo di gestione dei manufatti verso una manutenzione programmata”, ha aggiunto Bussei.

L’obiettivo, ha concluso il presidente Zanni, “è di estendere questa metodologia, che consente una conoscenza approfondita delle condizioni strutturali dei manufatti, ai nostri principali ponti: sicuramente quello, sempre sul fiume Po, tra Guastalla e Dosolo, per il quale abbiamo già destinato una somma simile, ma anche i tre viadotti della Sp486R Saltino, Lugo e Cerredolo, per i quali pensiamo di predisporre un altro progetto interno per partecipare al primo bando disponibile”.



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