Ucraina: Rimini, Bologna, Reggio e Modena le città con più profughi

ucraina

Protezione civile, scuola, sanità, welfare, mondo del terzo settore. L’intera Emilia-Romagna è impegnata nell’accoglienza dei profughi che scappano dalla guerra in Ucraina.

Il “punto” sulle attività messe in campo o coordinate dalla Regione è stato fatto oggi nel corso di una seduta congiunta delle Commissioni Territorio (presieduta da Stefano Caliandro), Sanità (presieduta dalla vicepresidente Francesca Maletti), Cultura (presieduta da Francesca Marchetti) e Pari opportunità (presieduta da Federico Alessandro Amico).

Il Presidente Stefano Caliandro ha aperto i lavori spiegando che “la vicenda Ucraina ha mobilitato l’attività della Regione e per questo motivo le commissioni si sono riunite per affrontare le problematiche legate all’accoglienza. Speriamo che ci si possa avviare verso una soluzione di pace nella vicenda ucraina e che si possa procedere a dare un grande segnale di apertura verso queste persone come l’Emilia-Romagna ha sempre fatto”.

Chiara la posizione dell’assessore alla Protezione civile Irene Priolo: “Stiamo per affrontare in maniera integrata un’emergenza legata all’accoglienza, abbiamo già fatto 38 incontri in questo mese e abbiamo emesso 7 ordinanze a seguito dei decreti governativi. Stiamo dando via via corpo a questa accoglienza che ha modalità diversificate rispetto al passato: stiamo accogliendo in un solo mese poco più di 18mila profughi, nel 2021 in 12 mesi abbiamo accolto 8mila profughi: la differenza dei numeri testimonia lo sforzo a cui siamo di fronte. Ci sono quattro città che hanno un numero maggiore di profughi: Rimini (che con i suoi 3.300 profughi accolti è sicuramente la città italiana che accoglie più profughi), Bologna, Reggio Emilia e Modena. Da quando è iniziata questa emergenza abbiamo fatto ciò che andava fatto per sostenere l’accoglienza soprattutto riguardo al settore della prevenzione sanitaria per fare i tamponi antiCoronavirus per i profughi. Si parla, nel complesso, di un lavoro pari a 300 giornate lavorative. Stiamo coinvolgendo il terzo settore la cui attività è molto preziosa”. Priolo ha elencato tutte le modalità di accoglienza abitativa messe in campo dalla Regione (per esempio, l’attivazione della rete Cas (Centri per accoglienza straordinaria) e, fra le altre cose, in alternativa, un contributo per i profughi che trovino autonoma sistemazione quantificabile in 300 euro per i maggiorenni e 150 euro per i minori per 90 giorni) e ha ricordato come la Protezione civile abbia già attivato forme di assistenza da inviare in Ucraina (cucina mobile per 500 pasti, mezzi di soccorso, possibili moduli abitativi).

La vicepresidente della Giunta Elly Schlein ha sottolineato che “la Regione si è mossa su più fronti attraverso un’interlocuzione costante con prefetture e Comuni”. “Abbiamo accolto soprattutto soggetti fragili, donne e bambini -ha aggiunto Schlein-. La maggioranza di queste persone si trova a casa di qualcuno e da subito abbiamo chiesto al governo un sostegno per trovare forme nuove di accoglienza diffusa anche per aiutare quelle famiglie che già si trovano a far fronte al ‘caro energia’ e ai rincari di generi di prima necessità. Così come non possiamo lasciare soli i Comuni, già gravati dai problemi legati alla pandemia”. La vicepresidente ha quindi ricordato che “gli enti del terzo settore possono presentare manifestazione di interesse per mettere a disposizione, anche in forma aggregata, nuove forme di accoglienza. Grazie un recente Dpcm è inoltre possibile effettuare la richiesta di asilo, fondamentale per l’inserimento sul lavoro e una piena inclusione”. “Con il presidente del Tribunale dei minori e la Garante per l’infanzia -ha continuato Schlein- abbiamo prodotto linee guida molto utili per arrivare a soluzioni che facciano prevalere l’interesse del minore, con un’attenzione particolare per i casi di disabilità”. Infine, ha concluso: “La raccolta fondi promossa dalla Regione per sostenere il popolo ucraino ha già superato i 2 milioni di euro. Sono pronti, inoltre, i primi 50mila euro per sostenere il primo fra i progetti umanitari proposti da Ong e cooperazione regionale”.

L’assessora alla Scuola Paola Salomoni ha fatto il punto su ciò che la Regione sta facendo per garantire il diritto allo studio degli studenti e delle studentesse che fuggono dalla guerra, a partire dalla mediazione linguistica e dal supporto psicologico. All’impegno della Regione si aggiungono 58 borse di studio messe a disposizione dagli Atenei regionali, per comporre un intervento congiunto di supporto agli studenti provenienti dall’Ucraina. “Grazie al raccordo tra tutti gli Atenei -ha spiegato l’assessora- è stato emanato un bando Er.go che contiene due misure per il diritto allo studio: una per gli studenti ucraini già iscritti, che potrebbero riscontrare difficoltà economiche dovute allo sganciamento delle relazioni con le loro famiglie e che quindi possono chiedere un beneficio economico; l’altra per i rifugiati che dovranno frequentare l’università”.

Di grande rilievo anche l’impegno dell’Assessorato alla Sanità che, per affrontare l’arrivo dei profughi, ha previsto la creazione di un’apposita unità crisi per il coordinamento con gli altri enti: l’obiettivo principale è dare risposta ai problemi sanitari di tutti i profughi, a partire dai pazienti oncologici, tanto che quattro bambini sono stati ricoverati all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna. In quest’ottica vanno letti tutti gli interventi della Sanità emiliano-romagnola a sostegno dei profughi ucraini: tamponi antiCoronavirus, screening antitubercolosi per i soggetti non vaccinati contro questa malattia, possibile vaccino antiCoronavirus, assistenza sanitaria complessiva, indicazioni per accedere a forme di assistenza e cura. Da segnalare anche interventi a sostegno degli animali d’affezione che arrivino insieme ai profughi loro padroni.

Il dibattito si è aperto con l’intervento di Valentina Castaldini (Forza Italia): “A differenza della pandemia, che non conoscevamo, qui siamo di fronte a persone che sanno ciò che vogliono: stare in famiglia e tornare a casa il prima possibile. Una delle prime questioni da affrontare riguarda la scuola, perché è dalla scuola che si fa la prima forma di integrazione. L’accoglienza deve andare oltre l’assistenzialismo e bisogna tenere conto della persona nel suo complesso”.

“I riscontri che ci arrivano dai territori (sindaci, dirigenti scolastici, assistenti sociali) ci confermano che il sistema dell’accoglienza stenta a partire, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza dei minori”, ha sottolineato Valentina Stragliati (Lega) che chiede interventi più decisi per l’integrazione dei minori, tanto a scuola quanto all’interno della società e del mondo dello sport, e la creazione di percorsi particolari per le persone non udenti provenienti dall’Ucraina.

Michele Facci (Lega) ha evidenziato che un tema fondamentale è quello dei trasporti, in particolare quelli scolastici: “Immagino che la Regione preveda la gratuità per gli studenti che arrivano dall’Ucraina. C’è poi il tema dei territori extra urbani e quindi dei trasporti aggiuntivi. Quello dei trasporti è un settore non secondario, di supporto alle attività quotidiane”.

“Ringraziamo chi fino ad oggi è stato in grado di accogliere un numero così elevato di persone: penso a Rimini dove viene stimato ci siano oltre 3mila profughi, ovvero il 17,9% del totale degli arrivi in regione”, ha spiegato Nadia Rossi (Pd), per la quale si tratta molto probabilmente di cifre ancora sottostimate rispetto ai veri numeri dell’accoglienza. “A Rimini la cittadinanza sta facendo un importante lavoro a titolo di volontariato, la situazione al momento è gestibile anche grazie alla presenza di una consistente comunità ucraina da tempo radicata sul territorio”, ha sottolineato la consigliera dem. Su un punto Rossi è stata chiara: “L’accoglienza va fatta verso tutti i profughi e tutti i rifugiati indipendentemente dal colore della pelle”.

“In quest’aula, come si è visto nel caso dell’Afghanistan, nessuno, tanto meno le opposizioni, hanno mai fatto discriminazione sul colore della pelle quando si tratta di accogliere emergenze umanitarie”, ha replicato Valentina Stragliati (Lega).

Per Silvia Piccinini (Movimento 5 Stelle) “è necessario intervenire sull’alfabetizzazione linguistica che possiamo mettere in campo come Regione, mettendo a disposizione corsi dedicati. Possiamo agire anche con enti di formazione accreditati. I corsi di lingua italiana sono fondamentali per l’integrazione, anche di tipo lavorativo”.

“Ciò che viene presentato oggi è la rappresentazione plastica di come opera l’Emilia-Romagna: è il simbolo di un’umanità molto profonda che si invera nelle azioni che sono in campo. È positiva un’assistenza su vari livelli, c’è una forte dinamismo dei territori e della società civile”, ha sottolineato Roberta Mori (Pd) per la quale “lo sforzo di coordinamento da parte della Regione verso tutti i soggetti coinvolti è molto alto e si esprime in modo molto positivo”.

Giulia Pigoni (Lista Bonaccini) ritiene straordinaria “la solidarietà messa in campo dalla Regione Emilia-Romagna: trasporti e integrazione dei minori sono temi fondamentali e mi trovo d’accordo anche sul coinvolgimento dei centri di formazione accreditati per l’insegnamento della lingua”.

Rispetto agli interventi, la vicepresidente Schlein ha fatto alcune precisazioni: “Sul tema dei trasporti, come welfare mettiamo a disposizione un milione e mezzo di euro per la mobilità dei soggetti fragili, fra cui sono compresi i richiedenti asilo che possono usufruire gratuitamente dei mezzi. Sul tema della lingua ci siamo adoperati attivando corsi con la possibilità di coinvolgere i minori che ancora non sono stati inseriti in un percorso scolastico”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu