In ER contagi raddoppiati in 7 giorni

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Nell’ultima settimana sono più che raddoppiati i casi di positività al nuovo coronavirus in Emilia-Romagna, soprattutto a causa della rapida diffusione della variante delta: negli ultimi sette giorni, infatti, sono stati registrati 2.932 nuovi casi di contagio sul territorio regionale, contro i 1.252 della settimana precedente. Si tratta del secondo raddoppio consecutivo su base settimanale.

L’incidenza dei contagi, nel frattempo, ha superato la soglia d’attenzione dei 50 nuovi casi di positività ogni 100mila abitanti, attestandosi a quota 66 casi ogni 100mila abitanti, seppur con differenze significative tra le diverse province. La provincia di Rimini è al momento quella con l’incidenza più alta (151 nuovi casi ogni 100mila abitanti), seguita da quelle di Piacenza (87) e Reggio (86). Tutte le altre province, seppur con trend in crescita, sono invece attualmente ancora al di sotto della media regionale: in provincia di Parma si sono registrati 64 nuovi casi ogni 100mila abitanti, in quella di Modena 46, nel territorio della città metropolitana di Bologna 55, in provincia di Ferrara 46, in quella di Ravenna 43 e in quella di Forlì-Cesena 56.

Dopo una settimana senza decessi attribuibili alle conseguenze di un’infezione da virus Sars-Cov-2, tuttavia, nell’ultima settimana sono stati nove i morti causati dal Covid-19 in Emilia-Romagna. Per quanto riguarda le ospedalizzazioni, invece, i numeri rimangono ancora sotto controllo: alla data di domenica 25 luglio erano 9 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (numero in lieve calo rispetto alla settimana precedente), mentre erano 150 quelli ricoverati negli altri reparti Covid dell’Emilia-Romagna (numero invece in leggero aumento rispetto alla settimana precedente).

Le percentuali di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica, in ogni caso, sono ancora abbondantemente al di sotto della soglia prevista dal governo per far scattare eventuali restrizioni. Allo stesso tempo è in aumento la percentuale – che sfiora il 97% – dei casi attivi in isolamento domiciliare, segno della bassa quota di persone contagiate che devono ricorrere alle cure ospedaliere.



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