In assemblea regionale via libera agli indirizzi per il trasporto pubblico dell’Emilia-Romagna nel triennio 2021-2023

autobus Tper

Martedì 14 settembre l’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato gli indirizzi in ambito di trasporto pubblico locale per il triennio 2021-2023. Il documento, presentato dall’assessorato a mobilità e trasporti, declina tre linee di sviluppo: transizione ecologica, trasformazione digitale e integrazione dell’offerta complessiva.

L’integrazione dei servizi passerà per una miglior compenetrazione tra trasporto su ferro e su gomma, a cui si andrà ad aggiungere, in ambito urbano, la mobilità “dolce”. Per ciò che riguarda le risorse a disposizione, la Regione ha chiesto un riconoscimento dell’indicizzazione del Fondo nazionale trasporti, dal momento che le richieste che arrivano dal settore sono ritenute un onere che deve essere affrontato in maniera collegiale da tutte le Regioni, come testimoniato dalle sollecitazioni per rendere strutturali le risorse stanziate nei vari decreti contro la diffusione del nuovo coronavirus.

Sono da segnalare, inoltre, gli investimenti (per oltre 240 milioni di euro) sulle ferrovie regionali, mentre il potenziamento delle linee ferroviarie Ravenna-Rimini e Bologna-Prato sarà disciplinato da uno specifico protocollo d’intesa con le ferrovie nazionali. Sempre per quanto riguarda il trasporto su binari, c’è un ulteriore protocollo d’intesa con Rfi per lo sviluppo dell’intermodalità delle stazioni ferroviarie, che ha come obiettivo quello di aumentare l’accessibilità e l’attrattività delle stazioni, per gestire meglio l’integrazione tra trasporto su ferro e su gomma. Di rilievo, infine, l’investimento destinato al rinnovo del parco autobus: 438 milioni fino al 2033, che si tradurranno in 1.600 nuovi mezzi, meno inquinanti dell’attuale flotta circolante.

Particolarmente importanti, poi, sono le politiche di armonizzazione e di integrazione tariffaria: tra le numerose azioni già messe in campo, si aggiungono anche i temi della digitalizzazione e dell’accesso ai servizi, con l’esigenza di inserire tutte queste istanze in un unico ambiente digitale che fornisca informazioni integrate per la mobilità pubblica e privata, che sia in grado di emettere titoli di viaggio e che possa contestualmente gestire il posteggio e il pagamento della sosta per i mezzi privati.

Nel corso del dibattito in aula Fratelli d’Italia ha definito le linee di indirizzo “insufficienti e inefficaci”, sottolineando – soprattutto con la ripartenza delle scuole – la forte preoccupazione sulla reale capienza dei mezzi e criticando in generale le norme che, secondo il partito di Giorgia Meloni, non prevederebbero alcuna azione di sicurezza attiva per i passeggeri. I consiglieri di Fratelli d’Italia, inoltre, hanno giudicato “scarsa” l’integrazione con taxi e servizi di noleggio con conducente, e “confuse” le politiche tariffarie. Un ultimo cenno critico è stato infine riservato alla mobilità ciclabile: “È una pia illusione, perché quando si va a parcheggiare una bicicletta vicino a una stazione ferroviaria si ha quasi la certezza del furto del mezzo”.

La Lega, dal canto suo, ha manifestato delusione per i dati sui quali si basano le linee guida, che si riferiscono al 2019 e che dunque secondo il Carroccio non testimonierebbero un reale controllo dei processi presentati. Per i consiglieri leghisti “non si vedono nel documento le trasformazioni strutturali necessarie per garantire la necessaria sicurezza sanitaria per gli utenti, che non può essere compensata dai vantaggi tariffari introdotti”. Proprio sulle tariffe la Lega ha lanciato l’allarme su facilitazioni che, per come sono concepite, non garantirebbero la gratuità per tutti gli utenti, soprattutto per quelli che provengono dalle zone appenniniche della regione.



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