A giugno in provincia di Reggio ennesimo calo dei nuovi contratti di lavoro: -2,4%

firma contratto di lavoro uomo elegante – P

In provincia di Reggio Emilia prosegue anche a giugno il trend negativo dei nuovi contratti di lavoro che le imprese del territorio intendono sottoscrivere. Le previsioni quantificano infatti in 4.440 le nuove attivazioni, un dato che – se confermato – segnerebbe una riduzione di 110 unità rispetto allo stesso mese del 2025, con un calo del 2,4% anno su anno.

La contrazione, poi, è ancor più pronunciata se proiettata sul trimestre giugno-agosto: in questo arco temporale si prevedono 11.120 nuove attivazioni, 530 in meno (-4,5%) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Secondo l’analisi settoriale curata dal rapporto Excelsior ed elaborata dall’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, sarà il comparto dei servizi ad assorbire la quota maggioritaria della domanda, con 2.590 nuovi contratti (il 58,3% del totale); saranno però 170 in meno rispetto al giugno del 2025, con un calo del 6,2%. All’interno di questo macrosettore, la ripartizione vede in prima fila i servizi alle imprese (800 attivazioni), seguiti dalle attività di alloggio e ristorazione (790), dal commercio (550) e dai servizi alla persona (450).

L’industria, invece, a giugno prevede un totale di 1.690 nuovi contratti, 110 in più (+3%) rispetto allo stesso mese del 2025: 1.320 nell’industria manifatturiera e nelle public utilities, 370 nelle costruzioni.

In terreno positivo anche il settore primario, con 170 nuove attivazioni: sono dieci in più dell’anno scorso (+6,3%).

I segni diventano però tutti negativi analizzando le proiezioni per il trimestre giugno-agosto: saranno sempre i servizi a guidare i flussi, ma i 6.570 nuovi contratti previsti sono pur sempre 480 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-6,8%). 2.080 di queste nuove attivazioni saranno nei servizi alle imprese, 1.900 nel comparto della ristorazione e alberghiero, 1.390 nel commercio, 1.200 nei servizi alla persona.

L’industria vede nell’orizzonte trimestrale un totale di 4.070 nuovi contratti, ripartiti tra i 3.210 della manifattura e i 860 dell’edilizia; sarebbe un calo di 50 unità rispetto al 2025 (-1,2%).

L’agricoltura, invece, chiuderà il trimestre in questione in rosso: -2%, perché i 480 nuovi contratti sono dieci in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Per quanto riguarda le tipologie contrattuali previste per i nuovi ingressi di giugno, solo il 22% sarà caratterizzato da forme di stabilità (contratti a tempo indeterminato o di apprendistato), mentre per il restante 78% si tratterà di contratti con durata predefinita.

Le imprese reggiane intenzionate ad aumentare i propri organici nel mese corrente rappresentano il 18% del tessuto produttivo provinciale. In termini di requisiti, il mercato locale esprime una forte richiesta di competenze consolidate, esigendo un’esperienza professionale specifica o nello stesso settore per il 62% delle posizioni offerte. Le aziende sono anche alla ricerca di giovani candidati e candidate: la quota di nuove attivazioni destinate espressamente a lavoratori e lavoratrici con meno di 30 anni si attesta al 36,6%.

Rimangono ancora irrisolte le criticità legate alla ricerca di personale, con le aziende che segnalano difficoltà per quanto riguarda il 51,5% delle posizioni aperte: secondo le imprese le difficoltà sono riconducibili per il 33,2% dei casi alla mancanza di candidati e candidate, e per il 13,8% dei casi invece a una preparazione dei profili professionali disponibili giudicata non del tutto adeguata.

L’Ufficio studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del lavoro e delle politiche sociali grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro, cofinanziato dall’Unione europea.



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