L’ex deputato del Pd Paolo Gandolfi posta su Facebook questa riflessione sul partito a Reggio Emilia: “Questa storia che il PD reggiano sarebbe riconducibile alle vecchie categorie di ex democristiani ed ex comunisti e che tutto si risolverebbe con accordicchi di vertice sulle poltrone è al tempo stesso ridicola e umiliante, ma soprattutto non è vera. Come dimostra il risultato di preferenze di Alessio Mammi in provincia di Reggio e più in generale quello di Bonaccini e dalla Schlein o il fenomeno delle sardine, gli elettori di sinistra si muovono in modo meno schematico. Il PD reggiano ha grossi problemi politici, finanche di sopravvivenza. Gli organi non si riuniscono da mesi. Comuni storicamente solidissimi perduti nelle recenti tornate amministrative, una parte del territorio priva di riferimenti e non rappresentata nelle candidature regionali, la festa provinciale defunta e pare una situazione di dissesto finanziario. Credo ce ne sia abbastanza per aprire una discussione seria sulle prospettive del PD di Reggio nelle sedi opportune. Non è tempo per astratti accordi sulle poltrone, basati tra l’altro su categorie politiche superate e utili solo per le chiacchiere da bar”.






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Niente piu' spesa alla conad...mi meraviglio del silenzio dei governanti locali cosiddetti di sinistra...quale ignoranza e mancanza di rispetto nei confronti della natura, alberi ed animali […]
Condivido ogni singola parola, riassunte benissimo nell'ultima considerazione: la peggiore amministrazione nella storia di Reggio Emilia. L'inadeguatezza di Massari al ruolo di sindaco é ingiustificabile, […]