Galleria del Seminario chiusa per 9 mesi, Cna Reggio: “Rinviare i lavori a fine estate”

Galleria del Seminario SS63 Reggio Emilia – GM

C’è forte preoccupazione tra le imprese reggiane per l’ormai imminente chiusura al traffico della galleria del Seminario, sulla strada statale 63, a Carpineti, che resterà inaccessibile dal 3 agosto al prossimo 30 aprile per lavori di adeguamento agli standard di sicurezza disposti da Anas.

“Pur comprendendo le ragioni di sicurezza che hanno reso necessario l’intervento”, secondo Cna Reggio Emilia il modo in cui la chiusura è stata gestita e comunicata “è inaccettabile e rischia di produrre un danno grave al tessuto economico dell’Appennino reggiano”. La chiusura, decisa da Anas, è stata comunicata alle amministrazioni comunali e alle associazioni di categoria solo a ridosso dell’avvio dei lavori, quando il provvedimento porta la data del 7 agosto 2025.

“Un anno di anticipo avrebbe dovuto essere il tempo utile per costruire un percorso condiviso di gestione dell’emergenza viabilistica”, secondo Cna, ma “così non è stato: le imprese si trovano oggi a dover fronteggiare un’interruzione di quasi nove mesi
con margini di preparazione ridottissimi”.

La chiusura della galleria, oltretutto, si sovrappone al periodo di massima affluenza turistica verso la montagna reggiana; fino a settembre, inoltre, a questa situazione si aggiunge anche l’indisponibilità del vecchio tracciato della statale 63, l’unica reale alternativa nella zona, a sua volta chiuso per la ricostruzione di un ponte.

Il risultato, denuncia Cna, “è che nelle settimane più importanti dell’anno per l’economia turistica dell’Appennino l’accessibilità dell’area sarà fortemente compromessa”. Strutture ricettive, pubblici esercizi, attività commerciali e artigianali “rischiano di pagare un prezzo altissimo per una tempistica che non tiene conto delle esigenze del tessuto produttivo locale”. Senza dimenticare la situazione dei mezzi pesanti, per i quali il percorso alternativo individuato comporta un allungamento di circa un’ora rispetto al tragitto abituale.

“La sicurezza della galleria non è in discussione, ma non è accettabile che le imprese dell’Appennino scoprano solo all’ultimo momento l’entità reale di un disagio che si protrarrà per nove mesi”, tuona il presidente di Cna Reggio Andrea Trinelli: “Chiediamo ad Anas e a tutte le istituzioni coinvolte un metodo diverso: informazioni tempestive, tavoli di confronto reali con le associazioni di categoria e le istituzioni del territorio, misure concrete per limitare il danno economico a un territorio già fragile. La montagna reggiana non può essere lasciata sola ad affrontare le conseguenze di una decisione presa altrove, tanto più nel pieno della stagione turistica”.

La nuova SS63 “è un collegamento fondamentale tra l’Appennino e la pianura, e la sua interruzione comporterà inevitabilmente tempi di percorrenza più lunghi, maggiori consumi di carburante e una gestione molto più complessa dei servizi di trasporto”, lamenta Maurizio Messori, presidente di Cna Fita Reggio Emilia: “Per le imprese significa difficoltà concrete nel rispettare gli orari di consegna, una riduzione della produttività dei mezzi e criticità nell’organizzazione dei turni degli autisti. Sono tutti elementi che pesano direttamente sui costi aziendali e sulla competitività di un comparto già sotto pressione, proprio ora che i prezzi dei carburanti sono di nuovo saliti. Un intervento di questo impatto deve essere accompagnato da una vera pianificazione della viabilità alternativa e da un confronto costante con le imprese e con chi le rappresenta”.

Per tutti questi motivi, Cna ha chiesto l’apertura immediata di un tavolo tecnico permanente con Anas, Prefettura e Provincia di Reggio Emilia, Comuni della montagna e associazioni di categoria per valutare un eventuale rinvio della chiusura della galleria del Seminario almeno alla fine dell’estate, quando il vecchio tracciato della SS63 sarà di nuovo percorribile.

Per l’associazione, inoltre, “servono misure di sostegno concrete, anche di natura economica, a favore delle imprese turistiche, commerciali e di trasporto dell’Appennino che subiranno un danno diretto dalla chiusura”.



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