Emergenza Covid. La protesta dei commercianti reggiani in piazza Prampolini contro le restrizioni del governo

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In piazza Camillo Prampolini, nel cuore del centro storico della città di Reggio Emilia, sotto il Comune, una giornata di protesta da parte di commercianti, ristoratori e baristi per dire no al nuovo dpcm del governo che li costringe alla serrata alle ore 18. I partecipanti, in linea con le misure di sicurezza per l’emergenza sanitaria, non erano più di un centinaio. La manifestazione si è svolta senza alcuna tensione, mentre gli organizzatori, delegati delle associazioni di categoria, sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Luca Vecchi.

Incontro con il sindaco Vecchi e l’assessora Sidoli. A seguito del recente Decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che prevede fra l’altro la chiusura anticipata degli esercizi pubblici alle ore 18, il sindaco Luca Vecchi e l’assessora a Commercio e Attività produttive Mariafrancesca Sidoli hanno incontrato oggi pomeriggio in Municipio i rappresentanti di Rete imprese Reggio Emilia: Confesercenti, Confcommercio, Lapam e Cna.

“Apprezziamo l’unitarietà della vostra azione come Rete imprese, questo permette chiarezza e interlocutori definiti mossi da obiettivi comuni – ha detto il sindaco Luca Vecchi – Comprendiamo la grave preoccupazione e la difficoltà degli operatori economici e le ragioni di protesta in particolare degli esercizi pubblici e delle piccole imprese, purché tali manifestazioni siano civili, cioè non vadano oltre il seminato.

“Il Paese – ha aggiunto il sindaco – è nuovamente in una fase critica sul piano sanitario e nel prossimo mese dobbiamo impegnarci tutti, cittadini e istituzioni, affinché un nuovo lockdown sia scongiurato. Dobbiamo sforzarci di evitare che fra un mese le restrizioni diventino maggiori: questo credo sia il senso essenziale del recente Dpcm. D’altra parte, mi è chiara la vostra difficoltà ad accettare le nuove misure.

“La strada maestra è quella del ristoro immediato delle difficoltà economiche, a cui gli operatori vanno incontro; un ristoro intelligente, mirato, motivato e per questo realmente praticabile ed efficace. L’importante è che il Governo faccia presto. In questo senso come Amministrazione faremo quanto nelle nostre possibilità, per costruire un dialogo efficace e per rappresentare le caratteriste di urgenza di queste misure. Questa credo sia la strada più probabile e meglio praticabile, nel confronto. Il dialogo col Comune, così come durante il lockdown, è sempre aperto e ci rivedremo senz’altro anche nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

“Sul piano del metodo il percorso della trattativa resta comunque la via maestra e da parte nostra non vengono meno, oggi come in passato, la disponibilità al confronto e all’aiuto – ha concluso il sindaco – Potete uscire da questo incontro e comunicare ai vostri associati che da parte dell’Amministrazione comunale esiste la disponibilità a costruire insieme una piattaforma, locale oltre che nazionale, sui temi di questa fase così delicata”.

L’assessora Sidoli ha sottolineato “l’importanza di una programmazione condivisa, con le associazioni e gli operatori del commercio, delle iniziative che si potranno o non si potranno realizzare in città da qui a fine anno. Solo una progettualità operativa condivisa ai nostri tavoli di lavoro potrà permetterci di fronteggiare la ‘volubilità’ di un quadro epidemico che cambia di giorno in giorno. E’ insomma anche una questione di collaborazione metodoglogica che, come detto dal sindaco, ha dato buoni risultati anche qualche mese fa”.

 

La protesta di baristi e ristoratori che si sono radunati ieri pomeriggio, nel centro di Reggio, in piazza Prampolini per dire no alle nuove misure varate dal Governo per contrastare la diffusione del coronavirus. Una ottantina i partecipanti: un numero volutamente limitato nel rispetto delle misure di sicurezza sanitaria. Tutto si è svolto in maniera pacifica e senza tensioni, sotto lo sguardo di polizia e carabinieri. Una iniziativa promossa dalle associazioni di categoria i cui delegati sono stati ricevuti in Municipio dal sindaco Vecchi. Al primo cittadino hanno chiesto di farsi portavoce delle loro istanze nei confronti di Palazzo Chigi.



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