Economia, il 2023 a Modena inizia con un incremento di quasi l’11%

vista di Modena da alto piazza centro

Anche il 2023 inizia nel segno di una crescita importante per l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic): il valore dell’inflazione, calcolato nel mese di gennaio sul territorio comunale di Modena, si mantiene alto (+ 10,9 %) su base tendenziale annua, sebbene in calo di 1,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2022, e torna in positivo anche a livello congiunturale (+ 0,5%). In particolare, l’anno si apre col rallentamento delle quotazioni delle utenze, contrastato però dai prezzi dei servizi sanitari, dei servizi ricettivi, dei trasporti e degli altri beni. Rimangono infatti evidenti le tensioni inflazionistiche su diverse categorie di prodotti e servizi, tanto da mantenere l’indice di “beni alimentari e per la cura della casa e della persona”, il cosiddetto “carrello della spesa”, sopra i 10 punti tendenziali. È quanto emerge dal calcolo dello stesso indicatore, sulla base dei prezzi rilevati sul territorio dal servizio Statistica comunale, secondo le disposizioni Istat.

In gennaio, in particolare, i dati per tipologia di prodotto registrano un valore congiunturale in calo (- 0,1 %) sul totale dei beni; si rilevano, infatti, frenate per i beni regolamentati (- 12,4 %), i beni energetici (- 1,8 %) e i beni semidurevoli (- 0,5 %). Salgono, viceversa, i beni non regolamentati (+ 0,8 %), i beni alimentari (+ 0,6 %) e gli altri beni (+ 0,1 %). Fermi i tabacchi. Il totale dei servizi segna, invece, un aumento (+ 1,1 %): nello specifico, si riscontrano oscillazioni positive per i servizi non regolamentati (+ 1,2 %); i servizi relativi all’abitazione (+ 2,3 %); i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+ 1,2 %). In flessione i servizi relativi ai trasporti (- 1,3 %).

La divisione “Servizi ricettivi e ristorazione” (+ 1,8 %) è quella con l’aumento percentuale più rilevante e le oscillazioni positive scaturiscono dai prezzi dei servizi di alloggio e, in minor misura, di bar e ristoranti. Nessuna variazione per le mense.

Segue con valori simili “Servizi sanitari e spese per la salute” (+ 1,7 %): risultano in salita diverse classi di spesa che pesano molto sull’indice di inflazione e cioè servizi dentistici; servizi medici; servizi paramedici e prodotti farmaceutici.

Per “Mobili, articoli e servizi per la casa” l’accelerazione dell’1,5 % è imputabile ai rincari sui servizi per la manutenzione e pulizia della casa e, in minor misura, su grandi e piccoli elettrodomestici. In calo ci sono, invece, mobili e arredi e i beni non durevoli per la casa.

Segno più dell’1,3 % per “Comunicazioni” (categoria a intera rilevazione centralizzata): gli aumenti riguardano apparecchi telefonici e servizi postali; dall’altra parte, i servizi di telefonia sono in lievissimo calo.

“Altri beni e servizi” fa registrare un incremento dell’1,1 %. Nel dettaglio, si notano spese in salita per: assistenza sociale (nidi, case di cura, servizi di assistenza…); assicurazioni sui mezzi di trasporto; servizi bancari; parrucchieri ed estetisti. In leggero calo soltanto gli “altri effetti personali” (diversi da gioielleria ed orologeria).

Aumento dell’1 per cento netto per “Bevande alcoliche e tabacchi” (categoria a intera rilevazione centralizzata): mentre i tabacchi sono fermi, vedono un gennaio in positivo vini, birre e alcolici vari.

L’oscillazione positiva per “Trasporti” è dello 0,7 %. I carburanti per mezzi di trasporto privati hanno iniziato l’anno, infatti, con rincari diffusi e piuttosto marcati, seguiti da: manutenzioni sui mezzi di trasporto; automobili e motocicli. In brusco calo congiunturale, al contrario, il trasporto aereo passeggeri.

La variazione per “Alimentari e bevande analcoliche” è dello 0,4 %. In questa categoria risultano in positivo frutta; oli e grassi; pesci e prodotti ittici; pane e cereali; carni. Flessioni modeste riguardano vegetali e latte, formaggi e uova.

Il segno positivo più modesto è quello che fa riferimento a “Ricreazione, spettacolo e cultura” (+ 0,3 %). Si tratta di una divisione caratterizzata da spinte interne contrastanti: segnano, infatti, una mensilità positiva i computer, tablet e simili; le tv; i servizi culturali; gli animali domestici e i relativi prodotti; gli articoli sportivi. Flessioni riguardano, invece, pacchetti vacanza; giochi e giocattoli; libri.

La divisione che, al contrario, in gennaio 2023 segna il calo più significativo è, come il mese scorso, “Abitazione, acqua, energetici” (- 2,8 %). Anche nel primo mese del nuovo anno gas ed energia elettrica registrano quotazioni in calo congiunturale, pur rimanendo decisamente elevate rispetto a 12 mesi fa; salgono, viceversa, i prezzi delle spese condominiali e dei combustibili solidi.

Per “Abbigliamento e calzature” la flessione è dello 0,5 %: frenano gli indumenti e gli accessori di abbigliamento, mentre le calzature sono in salita.

Infine risulta invariata, per il quarto mese di fila, la divisione “Istruzione”.

Sul sito del Servizio statistica del Comune (www.comune.modena.it/servizio-statistica/pagine-tematiche/prezzi) sono consultabili anche i dati sull’inflazione dei mesi precedenti.