Il fenomeno non è più a uso e consumo esclusivo delle stazioni delle grandi città o delle metropoli. Le sacche di povertà si allargano a vista d’occhio e la condizione di indigenza è ormai all’ordine del giorno anche in quelle realtà che siamo abituati a sentire indicate come ricche. Così pure a Reggio Emilia, e ormai da tempo, la gente che non si può permettere niente è costretta a sopravvivere come può, anche con un materasso o delle coperte di fortuna alla stazione centrale, in piazzale Guglielmo Marconi, a due passi dal cuore del centro storico.
E i giacigli improvvisati, come ci indica la segnalazione del lettore Davide Curti, aumentano, anzi si moltiplicano.







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Rimpiango i tempi del quotidiano l'Unita', quando usciva con allegato l'inserto Tango e poi Cuore. Oggi come oggi, sinceramente, non lo comprerei neanche per usarlo
C'è indiscutibilmente un sistema dietro ed è sempre il solito, quello dei detentori della verità per grazia divina, propagata ed imposta attraverso i centri sociali, […]
Ariani certificati però, mansueti e sottomessi, meglio se anche masochisti d'annata e senza certificato antifascista, utile per saltare la fila.
Sembrano persone pacifiche alle quali è chiesto, in Italia, di non contrastare la nostra Costituzione. Tuttavia anche a loro è possibile parlare del Vangelo.
Scusi signor Salsi ma a me lei dal suo profilo mi sembra solo l'ennesimo amico dell'amico a cui il comune gira una caterva di soldi […]