Il tribunale del Riesame di Bologna ha respinto i ricorsi presentati dalle difese di Noman Ulhaq, 38 anni, e Ikram Ijaz, 32 anni, i due cugini di Saman Abbas condannati all’ergastolo lo scorso 18 aprile dalla Corte d’appello di Bologna per l’omicidio della diciottenne pakistana.
I giudici di appello, su richiesta della Procura generale, avevano disposto per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere, ordinanza poi eseguita lo scorso 8 maggio dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio, che li avevano arrestati. I due, dunque, per il momento rimangono dietro le sbarre: il collegio del Riesame depositerà le motivazioni del rigetto entro 45 giorni.
Noman Ulhaq e Ikram Ijaz, finiti in carcere una prima volta perché sospettati di aver partecipato al delitto, il 19 dicembre del 2023 erano stati assolti dalla Corte d’assise di Reggio, e di conseguenza erano stati scarcerati.
In secondo grado, però, la Corte d’appello di Bologna ha ribaltato la sentenza di primo grado, condannandoli all’ergastolo assieme ai genitori della vittima, il padre Shabbar Abbas e la madre Nazia Shaheen (già condannati all’ergastolo anche in primo grado) – mentre la pena per lo zio di Saman Abbas, Danish Hasnain, era stata invece rideterminata al rialzo, passando da 14 a 22 anni di reclusione. La corte, nell’occasione, aveva anche riconosciuto le aggravanti di premeditazione e futili motivi.






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