Garante: misure per Iren e altre tre

sede Iren Camera di commercio Reggio

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha adottato quattro provvedimenti cautelari nei confronti delle società Iren, Iberdrola, E.On e Dolomiti, accusate di non aver rispettato il divieto di modificare il prezzo della fornitura di energia elettrica e gas naturale previsto dal cosiddetto Decreto Aiuti bis dello scorso 9 agosto.

La norma in questione ha sospeso fino al 30 aprile del 2023 l’efficacia delle clausole contrattuali (che consentono alle società di vendita di modificare il prezzo della fornitura) e dei preavvisi già inviati alla clientela, a meno che le modifiche fossero state perfezionate prima dell’entrata in vigore del decreto stesso.

Dopo aver avviato le istruttorie per accertare l’esistenza di una possibile pratica scorretta, secondo l’Agcm “nessuna delle imprese ha adeguatamente giustificato la propria condotta, né ha ritenuto di modificarla”: da qui l’adozione dei provvedimenti cautelari nei loro confronti.

In particolare la multiutility Iren, che serve – tra gli altri – anche i territori emiliani delle province di Reggio, Parma e Piacenza, secondo l’Agcm “ha indebitamente comunicato alla clientela la scadenza delle offerte a prezzo fisso per applicare nuove e peggiorative condizioni di fornitura, sostituendo le precedenti comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni economiche con nuove comunicazioni parimenti vietate dal Decreto Aiuti bis”.

Per questi motivi l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha disposto nei confronti di Iren (e di Dolomiti) la sospensione delle comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni economiche di offerta, considerandole illegittime, stabilendo che sia mantenuto fino al 30 aprile 2023 il prezzo di fornitura applicato in data precedente al 10 agosto.

Iren, Iberdrola, E.On e Dolomiti, inoltre, avranno l’obbligo di informare i consumatori (“individualmente e con la stessa modalità adottata in precedenza”, come ha precisato l’Agcm) sull’inefficacia delle comunicazioni inviate in precedenza e sulle misure cautelari dell’Agcm; le quattro società, infine, dovranno comunicare entro 5 giorni all’Autorità garante della concorrenza e del mercato le misure adottate per ottemperare ai provvedimenti cautelari stessi.

Immediata la replica di Utilitalia, la federazione che riunisce le aziende speciali operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas: “I provvedimenti cautelari adottati dall’Agcm nei confronti di alcune società energetiche, radicalizzando le istruttorie avviate dall’Agcm stessa il 19 ottobre scorso, rischiano di generare un gravissimo impatto sulle attività delle aziende. In un contesto inedito di difficoltà legate all’eccezionale onerosità e volatilità dei prezzi delle commodities sui mercati all’ingrosso, tutte le azioni messe in campo dalle imprese energetiche hanno avuto come obiettivo la tutela dei propri clienti sia nel breve sia nel lungo periodo, cercando di offrire loro le migliori condizioni contrattuali possibili nonostante le continue evoluzioni dello scenario”.

“Agcm, invece, sembra voler cristallizzare il mercato intervenendo anche in sede di legittimo rinnovo dei contratti”, ha accusato Utilitalia: “Una lettura così radicale, applicando estensivamente una norma di natura eccezionale anche fuori dagli obiettivi indicati dal legislatore, rischia di bloccare interi segmenti della vendita dell’energia, di aggravare le difficoltà che l’intero comparto sta cercando di fronteggiare da alcuni mesi e di danneggiare i clienti stessi, esponendoli alla volatilità dei prezzi di mercato e al confinamento verso regimi di mercato onerosi”.



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