Venerdì 9 gennaio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno, è tornata sulla strage della notte di Capodanno avvenuta nel locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, dove si è sviluppato un incendio che ha provocato la morte di quaranta persone, molte delle quali minorenni (e sei delle quali italiane o italo-svizzere).
Per la premier ”è stato devastante per tutti, mando ancora un abbraccio alle famiglie che sono state coinvolte”, ma quello che è successo a Crans-Montana “non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il proprio lavoro o che pensavano di fare soldi facili, e le responsabilità devono essere individuate e perseguite”.
“Quando sono usciti i primi video di quella notte, sono rimasta molto colpita dal fatto che alcuni di questi ragazzi rimanessero all’interno del locale, con le fiamme, eh, mentre c’erano già le fiamme, e non capivo perché. Detto questo, la cosa più intelligente l’ha detta una delle mamme delle vittime: la musica continuava ad andare, e chiaramente avendo dei ragazzi molto giovani una soglia del pericolo che forse è più bassa della nostra, questo non ha aiutato”.
“Se ci pensate – ha detto Meloni ai giornalisti – è dirimente: perché non è stata fermata la musica? Perché non è stato detto a questi ragazzi di uscire? Perché il Comune non faceva i controlli? Troppi ‘perché’ che hanno prodotto quello che poi abbiamo visto. Dopo di che, leggo che esisterebbero dei video della responsabile di questo locale (Jessica Moretti, ndr) che è stata ripresa mentre scappava con la cassa, e se questo è vero penso che bisogna essere implacabili”.
L’Avvocatura generale dello Stato italiano, su mandato proprio della Presidenza del Consiglio, nelle scorse ore si è messa in contatto da una parte con la procuratrice generale elvetica, per seguire le indagini svizzere, e dall’altra con la Procura di Roma, che nel frattempo ha aperto a sua volta un fascicolo per incendio e omicidio colposo.






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