Archiviata la denuncia del 2025 di Conad contro Ugo Pellini e altri otto manifestanti

Bosco Ospizio Reggio Emilia visto dal drone – FB

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Emilia ha archiviato la denuncia di Conad Centro Nord contro nove persone – tra queste anche il botanico reggiano Ugo Pellini – che il 25 febbraio del 2025 avevano protestato sedendosi davanti ai trattori per impedire gli sfalci preliminari alla realizzazione del nuovo supermercato di Conad nell’area del cosiddetto “bosco di Ospizio”.

Si tratta di una vicenda differente – pur con diversi punti di contatto – rispetto a quella del 3 agosto scorso, quando alcune decine di manifestanti impedirono l’avvio dei lavori del cantiere frapponendosi fisicamente tra le ruspe e l’ingresso dell’area verde: su quell’episodio la Procura reggiana ha aperto un fascicolo.

Tornando invece ai fatti del 2025, i nove manifestanti erano stati denunciati per concorso nei seguenti reati: invasione di terreni altrui al fine di occuparli, danneggiamento e violenza privata.

Il pubblico ministero, però, già nel luglio di quell’anno aveva chiesto l’archiviazione per tutti gli indagati. Stando a quanto emerso, infatti, i manifestanti si sarebbero avvicinati al giardiniere addetto allo sfalcio dell’area verde in modo pacifico: lo stop alla sua attività sarebbe avvenuto senza costrizioni o minacce, ma solo perché lo stesso giardiniere avrebbe valutato come troppo pericoloso operare con una falciatrice con trincia avendo una decina di persone intorno.

Il pm, ascoltando diverse persone informate sui fatti, aveva poi escluso anche l’ipotesi di danneggiamento a carico dei nove indagati, che sarebbero entrati nell’area attraverso un passaggio consentito; aveva riconosciuto che il prolungarsi della presenza dei manifestanti nell’area in questione – circa tre ore – era dovuto anche all’arrivo delle forze dell’ordine, che li avevano identificati in loco e avevano redatto (per ognuno di loro) un verbale; aveva infine escluso che la condotta degli indagati integrasse gli estremi della violenza privata, mancando del tutto l’elemento della costrizione.

Così, l’11 giugno scorso, il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta del pubblico ministero e ha archiviato il procedimento perché “il fatto non sussiste”.

Il provvedimento, spiega l’avvocata Raffaella Pellini, legale difensore di Ugo Pellini, “restituisce correttezza a una vicenda nella quale il mio assistito, insieme agli altri otto indagati, era stato chiamato a rispondere di fatti che, all’esito degli accertamenti della Procura e della valutazione del gip, non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti sotto il profilo penale. È significativo che sia stato lo stesso pubblico ministero a chiedere l’archiviazione e che il gip abbia disposto l’archiviazione in conformità, ritenendo che il fatto non sussista”.

Esulta anche l’Assemblea Bosco Ospizio: “Grazie alle pratiche di disobbedienza civile non-violenta, che hanno sempre contraddistinto le modalità dell’Assemblea, non emerge, in definitiva, nessun elemento sufficiente a sostenere le accuse. Sono le stesse pratiche che stanno caratterizzando il presidio permanente sorto in Campo di Marte II e che hanno permesso a centinaia di cittadine e cittadini di avvicinarsi, attraversare e popolare quotidianamente il presidio. Oggi dimostriamo, una volta in più, come la resistenza non-violenta si confermi un’espressione di dissenso materialmente efficace, in un sistema politico e giudiziario sempre più repressivi”.

L’archiviazione, aggiunge l’Assemblea, “ci riempie di fiducia e apre nuovi spiragli davanti alle più recenti denunce contro ignoti depositate da Conad Centro Nord il 3 agosto, quando, di nuovo, abbiamo scelto di usare i nostri corpi per impedire pacificamente l’accesso alle ruspe – questa volta, con un centinaio di persone a sostegno. Oggi dunque festeggiamo: per la chiusura definitiva di un procedimento a nostro carico e per un intero mese di presidio permanente, che continuerà a difesa di Bosco Ospizio fin quando sarà necessario”.



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