“Chiediamo nuovamente a Conad Centro Nord di ritirare le denunce presentate contro ignoti nei confronti dei manifestanti del presidio di Bosco Ospizio”.
La richiesta arriva da Paolo Burani, consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione Emilia-Romagna, e da Alessandro Miglioli, capogruppo di Verdi e Possibile in consiglio comunale a Reggio Emilia: “La protesta di questi mesi è stata una mobilitazione civile, pubblica e pacifica, nata dalla preoccupazione di tante cittadine e cittadini per il destino di un’area verde che, dopo circa vent’anni anni di abbandono, ha visto svilupparsi spontaneamente un patrimonio di biodiversità”.
L’archiviazione delle denunce del febbraio 2025 a carico di nove persone, “che già allora avevamo chiesto di ritirare”, ricordano i rappresentanti di Avs, “restituisce alle proteste portate avanti dagli attivisti negli ultimi anni la corretta dimensione, quella dell’espressione del legittimo dissenso. Proprio per questo una realtà come Conad dovrebbe compiere una scelta di responsabilità: ritirare le nuove denunce e contribuire ad abbassare quello che temiamo possa diventare il livello dello scontro”.
Le persone che da inizio agosto hanno partecipato al presidio a Ospizio, secondo Burani e Miglioli, “hanno messo in campo una forma di protesta pacifica, assumendosi pubblicamente la responsabilità delle proprie azioni: non una mobilitazione clandestina, ma un confronto svolto alla luce del sole, che oggi vede finalmente le due parti vagliare le reciproche posizioni – un confronto che non può avvenire con la spada di Damocle di denunce che pendono sulla testa di una di esse”.
Per Alleanza Verdi e Sinistra la risposta al dissenso, soprattutto in questa fase, “non può essere la denuncia. È questo il punto politico che vogliamo ribadire. Una democrazia solida non considera il conflitto sociale un problema di ordine pubblico da neutralizzare, ma una componente fisiologica della vita democratica – e, quando resta pacifico come nel caso di Bosco Ospizio, una risorsa: è proprio dal confronto tra posizioni diverse che una comunità riesce a ragionare seriamente su questioni urgenti come il cambiamento climatico e la cura del verde urbano. Se una comunità contesta una trasformazione ambientale, la risposta dovrebbe essere il confronto, come avvenuto anche attraverso l’intercessione dell’amministrazione pochi giorni fa, non l’intimidazione”.






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