Conti risanati per l’Ausl di Reggio: in tre anni il deficit scende da 23 milioni a zero

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L’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia si prepara a completare il percorso di risanamento dei conti, con il deficit che in un triennio è passato dai 23 milioni di euro di passivo del 2024 allo zero di quest’anno: è stato infatti approvato il bilancio preventivo 2026, che prevede la chiusura in pareggio e che sarà presentato alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria il prossimo 27 aprile.

La previsione di spesa delinea al momento un fabbisogno residuo di 101 milioni di euro, coperto dagli ulteriori trasferimenti già previsti e confermati dalla Regione Emilia-Romagna – che complessivamente, da qui a fine anno, garantirà alle aziende sanitarie regionali 325 milioni di euro dalla gestione sanitaria accentrata; 215 milioni di risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale; 210 milioni dal cosiddetto “payback farmaceutico”; 200 milioni di risorse regionali già stanziate.

In totale, 950 milioni per coprire l’ammontare del fabbisogno residuo delle aziende sanitarie emiliano-romagnole, registrato attraverso un monitoraggio costante dei conti coordinato dalla stessa Regione. Il fabbisogno attuale di 101 milioni dell’Ausl di Reggio, dunque, non fotografa lo stato di salute generale dei conti, ma rappresenta l’andamento finanziario in tempo reale – cioè la differenza tra il volume della spesa e i trasferimenti previsti nei prossimi mesi.

All’Azienda Usl reggiana sono destinati 149 milioni per l’assistenza e l’attività di ricerca in ambito oncoematologico dell’Irccs, mentre 11 milioni per la ricerca arrivano da finanziamenti europei, dal Ministero dell’Università e della ricerca, dal 5 per mille e dai privati.

Per il Fondo per la non autosufficienza saranno stanziati 71 milioni, a garanzia di servizi fondamentali come autonomia e domiciliarità di anziani, persone con disabilità e con un bisogno di cura costante. Sono dieci, invece, i milioni di finanziamento per il personale delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità (Osco), di cui due e mezzo per nuove assunzioni. Si prevede il superamento dell’attività dei cosiddetti “gettonisti” nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento. L’acquisto di farmaci e dispositivi medici rimane una voce di spesa importante, per un totale incrementale di oltre 16 milioni rispetto al recente passato.

A bilancio sono previsti oneri, poi, per i rinnovi contrattuali del personale dipendente e convenzionato; anche i costi per i servizi (manutenzioni, appalti, utenze) sono stimati in aumento.

Il Piano degli investimenti prevede 46 milioni di euro per i cantieri già in corso e 50 milioni di lavori in programmazione per il triennio 2026-2028. Con il 2026 giunge a compimento la grande mole di lavori pubblici legati ai fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha consentito alla rete sanitaria reggiana di arricchirsi di nuove strutture; in altri casi, invece, sedi già esistenti sono state ristrutturate.

Significativo, in particolare, l’investimento sulle case di comunità, che sono nate – o sono state ammodernate – in diversi territori della provincia: Albinea, Reggio Emilia, San Martino in Rio, Guastalla, San Polo d’Enza, Castellarano (Roteglia), Scandiano, Castelnovo ne’ Monti, Villa Minozzo e Carpineti, per un totale di oltre 17 milioni di euro. In tutto sono dieci le nuove case di comunità: si vanno ad aggiungere alle 17 già esistenti, per un totale di 27.

Anche le centrali operative territoriali (Cot) di Reggio, Correggio, Guastalla, San Polo d’Enza, Castelnovo ne’ Monti e Scandiano sono state interessate da lavori di ristrutturazione, manutenzione straordinaria o nuova costruzione, per un investimento totale di oltre un milione di euro.

Circa 9,5 milioni sono stati spesi invece per la ristrutturazione o la costruzione degli ospedali di comunità di Reggio, Guastalla e Castelnovo ne’ Monti. Sul fronte del miglioramento sismico, l’Ausl reggiana è intervenuta all’ospedale Civile di Guastalla (corpo A1 e C) e all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti, per un totale di oltre 14 milioni.

Sono state infine acquistate grandi apparecchiature (ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero) per un totale di oltre 8 milioni di euro (tra cui tre Tac, due risonanze magnetiche, nove mammografi, quattro ecografi e due ortopantomografi); senza dimenticare gli investimenti in ambito digitale, in questo caso per oltre 11 milioni.



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